venerdì 26 dicembre 2025

SATOR OPERA TENET AREPO ROTAS

Il SATOR, a mia idea, è uno schema bidimensionale che funziona come un monito indirizzato a chi lo osserva e mostra come all'uomo siano offerte due fondamentali strade, due possibilità di approcciarsi al mondo: una strada destroversa, governata dall'emisfero sinistro, l'emisfero emozionale, ed una strada sinistroversa, governata dall'emisfero destro, l'emisfero razionale.

Nel primo caso, quindi leggendo il SATOR in alto da sinistra verso destra e proseguendo serpeggiando verso il centro si leggerà la frase: SATOR OPERA TENET. Ovvero: gli occhi di colui che vivrà il mondo cercandone il senso, la ragione metafisica, indagando la volontà che in esso si cela e che da esso emerge (SATOR), l'immagine della grande "OPERA" tratterranno (TENET).
 

Nel secondo caso, quindi leggendo in alto da destra verso sinistra, sempre serpeggiando verso il centro, si leggerà: ROTAS AREPO TENET, ovvero: gli occhi di colui che vivrà il mondo nichilisticamente, supponendo che nulla abbia un senso e una ragione e che tutto avvenga per casuale causalità (ROTAS), del mondo solo l'immagine del freddo e cinico meccanismo che lo governa (AREPO), tratterranno (TENET).
Naturalmente il presupposto di tale mia speculazione e proposta interpretativa è che le parole leggibili orizzontalmente e verticalmente nello schema sottendano i seguenti significati:

SATOR: Saturno, il padre, il seminatore, il creatore, il demiurgo;
OPERA: opera, manifestazione di una volontà creativa;
TENET: tiene, trattiene, afferra, conquista;
ROTAS: ruota, meccanismo determinista;
AREPO: aratro, meccanicità (o forse proprio "nonsenso");

Che lo si approcci da sopra o da sotto, da destra o da sinistra il SATOR ci presenterà sempre lo stesso dualismo invitandoci a scegliere una delle due strade: quella meccanico-deterministica, causal-casualistica, la strada (sinistroversa) che corrispondente alle esigenze della ragione e che si dipana seguendo le tappe "orizzontali" del "come", del "dove" e del "quando" e quindi destinando inevitabilmente chi la percorre a dissoluzione nichilistica; oppure la strada (destroversa) gnostico-metafisica, la strada che corrisponde alle esigenze dell'anima e che quindi si eleva ed al contempo inabissa perseguendo i punti cardinali "verticali" del "chi" e del "perché", lasciando quindi emergere tratti della "grande Opera" e, con essi, indizi della mano dell'Artista.
Partendo dall'esterno e non fermandosi al centro, segnato dall'asse d'inversione "TENET", nel primo caso si potrebbe completare la frase: "SATOR OPERA TENET AREPO ROTAS" ovvero:  gli occhi di colui che vivrà il mondo cercandone il senso, la ragione metafisica, la volontà che in esso si cela e che da esso emerge (SATOR), l'immagine della grande "OPERA" tratterranno (TENET), pur osservando il freddo e cinico meccanismo (AREPO) che governa la casuale causalità del mondo (ROTAS).
Nel secondo caso la frase sarebbe: "ROTAS AREPO TENET OPERA SATOR", ovvero: gli occhi di colui che vivrà il mondo nichilisticamente, supponendo che nulla abbia un senso e una ragione e che tutto avvenga per casuale causalità (ROTAS), del mondo solo l'immagine del freddo e cinico meccanismo che lo governa (AREPO), tratterranno (TENET), pur essendo partecipi, in quanto attori, spettatori e palcoscenico, della grande Opera, mirabile ed incommensurabile manifestazione della volontà dell'Artista (SATOR).

Si potrebbe dire che il SATOR sia un magnifico cartello stradale posto all'angolo di ogni incrocio della nostra vita, e che ogni volta che lo incontriamo, ovunque e in qualunque momento ci troviamo e da qualunque parte lo approcciamo, ci ripropone sempre la stessa, unica, eterna e inevitabile domanda. 
 
Portale della quarta dimensione
2019
25x25x25 cm.
Ph.Tommy Ducale
Eugenio Cerrato (Novara – Italy). 
https://artcontest.biancoscuro.it/site/eugenio-cerrato/