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domenica 19 luglio 2026

Sole fratello e sore' la Luna

Credere si può solo in ciò che non è,
sicché, se voi dite di creder in Dio, 
chi quel che dite ad intender s'affina 
bene n'intende che il Dio di cui dite
la vita ebbe forse, certa la morte.

Pensate voi forse che il buon Francesco
dirci volesse "Parlare io credo
col Sole fratello e sore' la Luna?
"

Se aveste voi colto quel non so che dir
che l'uomini tutti par' voi di sentir,
coi figli dei boschi, dei cieli e mari,
e coi mari e coi cieli e coi boschi pur
che uno sian tutti e un sol batticuore,
qual fiore avreste dal "creder" l'amore?

"Credi tu in Dio!" mai s'udì ch'intendesse,
ma "Cerca sì negli immensi del cuore,
che non v'è diverso trovar ed altrove
".

Se "Credo!" tu dici "Cercar non so più!",
e quello in cui credi "Io l'ho ucciso!" dici,
"l'ho appeso a una croce di legno e sta lì,
ch'io testimonio e ne sono guardiano:
non freme il petto, non muove la mano!
"

 Icon of St Francis with Owl, Robin and Dove_Olga Bileski

venerdì 12 giugno 2026

della bellezza delle cose

Diciam di cosa ch'essa è bella
quando ognun' delle sue parti
tanto si conface all'unità 
ch'ad essere vista fa declino,
e come l'un dei tanti merli
che fan bel pizzo al bel castello
"non guardar me", ti dice a coro,
"ma l'occhi tuoi fa' pien' di quello."

sabato 28 marzo 2026

...dei nostri giardini

Il carro muto del cinismo avanza
e falcia e svelle e trancia,
sotterraneo verme silenzioso,
le radici dei fiori dei nostri giardini.

giovedì 22 gennaio 2026

il peso sul cuore

Un oracol mi ha detto

ch'alla porta del cuore

ho serrato un lucchetto

per non prender le scale 

che mi giungono al tetto.


"Devi toglier quel peso

per poterti librare!"

accusando mi ha detto.


E io so che ha ragione

e, "hai ragione" gli ho detto.


Ma quel peso mi è caro

e, non so come dire,

al mio cuor s'è aggrappato

e lo tiene a se stretto

che mi par che a lasciarlo

men l'amor sia perfetto.


Poi, volendo "librare"...


Ma volar può la rondin

perché ha il cuore leggero?

o non porta su il peso

di perdute stagioni,

di sommerse speranze,

d'obliate canzoni?


E non è più leggero 

quel che ha in petto una foglia?

Eppur essa non sogna

d'un tramonto lontano,

e non punta più in alto

sé spiccando dal ramo,


e se l'una volando

al ciel giunge una ciglia,

l'altra a terra cadendo

solo al vento s'appiglia.

 

Utagawa Hiroshige, Rondini sulle onde (Nami ni tsubame), ca. 1840, The Museum of Art Rhode Island School of Design (RISD Museum), Providence, RI 

 


 

martedì 25 novembre 2025

all'italian ramingo

E tu vai l'amor fugaci a mendicar
e falsi amplessi e ingiurie e falsi baci
e non t'accorgi delli dolci baci
cui ti volle un fausto fato destinar,

te scansando da quel duro perigliar
per cento porti in sopr'ai mar voraci
ch'esausto prostrò Odisseo ai feaci,
alle stelle supplicando il focolar.

'Sì caro fosti al cuor della più bella
ch'ell'ancor nelle stanze sue t'attende
facendo e disfacendo la sua malia,

lei ch'ai grec'isvelar volle la stella
ch'al far del giorno e della notte intende
e su di lei più splende, cara Italia.

 

Philipp Veit, Italia, 1834 - 1836 (particolare)


 

giovedì 11 settembre 2025

le puttane dei giornali

"State buoni buonaccioni,
di complotto non c'è pista,
nel mirino del cecchino
cadde solo un... complottista.
Crederanno questi mica
d'esser anime immortali?!
"
proferirono in gran coro 
le puttane dei giornali. 


sabato 28 giugno 2025

l'Oltre

Già vengon le farfalle ai fiori gialli
ch'accarezzano le piante al cielo blu,
che fuggono chiassosi i pappagalli
dalle chiome che s'innalzan fin lassù.

Già vengono i granchietti ai bagnasciuga
che l'orlo fan prezioso al verde mare,
ch'emergon spaventosi i capodogli
tornando dai profondi a respirare.

Pesanti carovane ancor, di passo 
in passo, sulla terra, il prato e il sasso,
già veggion il sentier varcare il passo

che l'oltre a conquistar tosto s'inclina,
pria che il lume abbia dipinto i quadri suoi,
il cuore che sognando s'incammina.

 


 

domenica 29 dicembre 2024

l'amabil canto

V'è un sommerso fiume
...che in ogni cosa viva scorre,
ed ogni cosa è viva
fin che il fiume scorre.

V'è un sepolto fuoco
che in ogni cuore vivo brucia,
ed ogni cuor'è vivo
fin che il fuoco brucia.

V'è un fuggente vento
che accarezza e che sconvolge,
che seduce sussurrando
e in ogni cuor sognante
induce dolce e amabil canto:

"V'è un cuore che dimora
nelle viscere del mondo,
dove il ghiaccio scalda il ghiaccio
e il buio stringe il seme
nel silenzio d'un abbraccio.

V'è un sommerso fiume...

Albion Rose o Glad Day di William Blake

domenica 22 dicembre 2024

della rinnegata e persa umanità

Non hanno amor per la famiglia,
non hanno amor per la città,
non hanno amore per la patria,
e poich'è un male, dicon, per la terra,
per la culla amor non han neppure
che in cuor suo sempre li culla:
rinnegata e persa umanità.

Ma, dicon, sì, che amano la terra,
e che sarebbe tanto bella
senza famiglia, senza città,
senza una patria, e senza umanità.

E allor, siccome và che quello che non ami
neppur tu meriti che in cambio t'ami,

non avranno essi l'amor della famiglia,
non avranno amor dalla città,
non avranno amore dalla patria,
e dalla culla dell'amore amor avran neppure;
ch'è la lor perduta umanità.

E li amerà la fredda terra allor
che accoglie e culla sempre tutti,
promettendo a una stagione nuova dell'amor
d'amore nuovi e degni frutti.

 

 
William Blake 1825 - Adamo ed Eva incontrano Abele

 

domenica 15 dicembre 2024

la satira del buon caprone

E venne ancor la pastorella
alla gran fier' degl'incornati
mostrando al coro dei belati
il meglio dei capron ciurlati.

Più volte e più l'avea domato
quel gran capron, ben stretto al laccio,
che mai pensea che il poveraccio
più vivo fosse d'uno straccio.

Ma il buon capron salì sul palco
e fe' uno sterzo inaspettato,
mostrando il culo alla pletóra
e il corno aguzzo alla pastora.

Va', che sta volta non t'incorno!
fe' mugugnando il cornutone,
ma più non porto il tristo laccio!

Ben che non m'incorni! ella pensò,
e mollemente mollò il laccio,
che troverommi un altro straccio!

 

venerdì 4 ottobre 2024

tra le righe

"Scia chimica cara, lo sai, non esisti,

sei sol fantasia tu dei vil complottisti!

urlavano in coro i pii creduloni,

scimmiottando il verbo dei loro padroni. 


Ma poi che i cecati pur disser "ti vedo!",

"è geo ingegneria!" l'ammonirono quelli

"che come la manna si stende in un velo

e piena di grazia discende la cielo!"


Oh nobile cielo, che avvolgi la terra,

che con la tua linfa rimpingui i polmoni

e scorri nel sangue dei vili e dei buoni,


rispondi al quesito ch'io ora ti faccio:

quant'occhi tu vedi sbirciar tra le righe,

che non vedan solchi di carri e di bighe?





sabato 21 settembre 2024

la virtù dei cerduloni

Saper credere di viver
in un'oasi della storia,
cui d'ugual non v'è memoria,
ove a scuoter le colonne
che sorreggono gli eventi
già non sia il frastuono grande,
cupo e sordo dei complotti,
ma i capricci acuti e tristi
ch'ad ogn'angolo rinverdon'
i dannati "complottisti",
è virtù di quei campioni
giusto detti "creduloni"!

domenica 12 novembre 2023

l'umanità sintetica

Un'umanità sintetica
bussa alle porte del presente.
Poco male, voi mi direte,
s'a quelle porte gli acconsente
codesta fredda umanità ch'è
tanto distratta, vile, ignava,
rincoglionita ed indolente.

 


sabato 28 ottobre 2023

...per tor' cazzate ai giornalai

Un vaccino avrai per ogni cosa:
per l'usura delle scarpe,
pei pedaggi autostradali,
per i giorni troppo freddi,
per l'afa, i fulmini e li strali,
ma stai tranquillo tu che li ami
e ne vorresti più che mai,
nessun vaccin sarà mai buono
per tor' cazzate ai giornalai.


lunedì 3 luglio 2023

il suo sogno

Ho sognato un dio che dorme.
Il suo sonno era l'uomo.
Ho sognato un dio che gioca.
Il suo gioco era l'uomo.
Ho sognato un dio che ride,
che piange, che canta felice,
che combatte, che fugge,
che abbracciando si strugge...
Il suo riso, il suo pianto,
il suo canto, la pugna,
la fuga, l'abbraccio, il dolore...
Tutto questo era l'uomo.
Ho sognato un dio che sogna
dentro i sogni dell'uomo,
e il suo sogno era l'uomo.

 
 Maurits Cornelis Escher, Buccia, 1955

 

domenica 28 maggio 2023

la maledizione degli ignavi

Non è cruccio dei violenti
e non turba i fraudolenti,
agli avari poco importa,
anzi forse li sconforta, e
gli accidiosi ed i superbi
pur ne restano alla porta.

Poco inver ne soffron anzi
gli altri vari incontinenti,
sian golosi o lussuriosi,
senza fren nel dissipare
oppur schiavi senza luce
di quell'ira che li assale.

Sfiora invece l'anatema
magro il cuor degl'invidiosi,
m'ancor più ch'ogni altra cosa,
con ferite assai più gravi,
quell'oggetto freddo coglie
ch'è nel petto degl'ignavi.

Sicché nasce e si conforma
quale cruccio lor più grande
che si mostrin tutti gli altri,
sian quei cuori meno gravi,
dello stesso lor malanno
pur senza rimedio schiavi.

 
Priamo della Quercia, Inf. Canto III – (XV secolo)