giovedì 16 luglio 2015
il secchio è pieno
Ho visto i messaggeri della pace vomitare guerra
e come gran tromboni, rimpinguarla sulla terra.
Ho visto i mari caldi congelarsi intorno al ghiaccio
e quel' bruciar nell'aria come pece su uno straccio.
Poi nel cielo ho visto l'ombra d'un guerrier che non si vede
e cercando infondo, un uomo, oltre i vetri, sul selciato,
che al cuor suo chiedeva il conto di quel che visto aveva... e dato.
Abbiam vinto gli dicevan, l'onde il mare e la tempesta,
ora dormi, e placa il cuore, poi doman faremo festa.
Lui un respiro chiese al cielo, non mutasse in un singhiozzo,
come un secchio che traballa mentre sale su da un pozzo.
"Quel che hai visto amico mio", suggerì il cielo, "era il silenzio
che cieco avanza e mangia il cuor di chi non canta.
...se trabocca, il secchio è pieno, e ogni sua goccia il mondo incanta."
lunedì 13 luglio 2015
insert coin
Ormai son tutti esperti di economia... ma la moneta è privata!
Discutere di economia quando la moneta è privata è un esercizio scacciapensieri, come cercare di arricchirsi giocando ai video poker.
mercoledì 1 luglio 2015
prigionieri del niente
Cosa c'è che non va nella nostra società?
Cos'è che ci impedisce di viver sereni e d'affrontar la vita curiosi ed entusiasti?
Cos'è che ci allontana gli uni dagli altri, che ci rende diffidenti, scoraggiati e indifferenti?
Viviamo in una società assurda, una società dove ti chiedono: - Che fai tu per campare? E tu: - Lavoro, in ufficio. - E tua moglie lavora anche lei? - No, lei sta a casa... e ci par tutto normale.
Una società dove non importa quante tasse paghi, tanto quelle vanno tutte a ripagare quel "prestato niente", e il pozzo è sempre vuoto, e se ci guardi dentro vedi che c'è niente, e se ti chiedi che ci hai messo ti accorgi ch'era niente, e dov'è che stai guardando?... non lo sai, hai visto niente.
- Ci ha gabbato la finanza amico mio!
Cos'è che ci impedisce di viver sereni e d'affrontar la vita curiosi ed entusiasti?
Cos'è che ci allontana gli uni dagli altri, che ci rende diffidenti, scoraggiati e indifferenti?
Viviamo in una società assurda, una società dove ti chiedono: - Che fai tu per campare? E tu: - Lavoro, in ufficio. - E tua moglie lavora anche lei? - No, lei sta a casa... e ci par tutto normale.
Una società dove non importa quante tasse paghi, tanto quelle vanno tutte a ripagare quel "prestato niente", e il pozzo è sempre vuoto, e se ci guardi dentro vedi che c'è niente, e se ti chiedi che ci hai messo ti accorgi ch'era niente, e dov'è che stai guardando?... non lo sai, hai visto niente.
- Ci ha gabbato la finanza amico mio!
Nooo! siamo vittime del niente!
E intanto tutto abbonda e niente è niente, e franano le strade e non c'è abbastanza niente, tanti soffrono la fame e non c'è abbastanza niente, avanzano le case e dentro niente...
- Quanto niente hai nelle tue tasche?
- Non ho più niente!...
E tutti lo sanno che però è la crisi, che c'è "troppo tutto e poco niente".
- E che vuoi, ogni tanto pur succede, è come l'influenza amico mio, ci puoi far niente?
- Lo so lo so, l'ha detto anche la TV, son i malanni della terra!
- E l'altr'anno non ci venne anche la guerra?!...
E intanto tutto abbonda e niente è niente, e franano le strade e non c'è abbastanza niente, tanti soffrono la fame e non c'è abbastanza niente, avanzano le case e dentro niente...
- Quanto niente hai nelle tue tasche?
- Non ho più niente!...
E tutti lo sanno che però è la crisi, che c'è "troppo tutto e poco niente".
- E che vuoi, ogni tanto pur succede, è come l'influenza amico mio, ci puoi far niente?
- Lo so lo so, l'ha detto anche la TV, son i malanni della terra!
- E l'altr'anno non ci venne anche la guerra?!...
È un'illusione questa "scatola prigione", non sappiam trovare accordo per crearne una migliore, e per questo siamo schiavi e prigionieri dentro il niente...
- Cosa hai detto amico mio?
No no, niente di niente...
- Cosa hai detto amico mio?
No no, niente di niente...
martedì 23 giugno 2015
ma il cielo è sempre più blu!
Una volta si oscurava e si censurava, ora si mescola e si inquina.
Una vera e propria fabbrica di false notizie s'ingegna e s'attrezza nel preciso intento di confondere le idee del navigatore curioso e di scoraggiare chi avrebbe l'ardire d'informarsi autonomamente.
Il risultato è questo: "Dove lo hai letto?" - "Su internet." - "Ah, ma li sono tutte scemenze!"...
E invece non è vero, su internet c'è tutto e di tutto, e quel giorno che non sarà così non ci sarà più alcun motivo di utilizzarlo, come ora non v'è alcun motivo di accendere la televisione.
Bisogna solo avere un minimo d'intelligenza, curiosità, apertura mentale e la mano ben salda al timone.
Una vera e propria fabbrica di false notizie s'ingegna e s'attrezza nel preciso intento di confondere le idee del navigatore curioso e di scoraggiare chi avrebbe l'ardire d'informarsi autonomamente.
Il risultato è questo: "Dove lo hai letto?" - "Su internet." - "Ah, ma li sono tutte scemenze!"...
E invece non è vero, su internet c'è tutto e di tutto, e quel giorno che non sarà così non ci sarà più alcun motivo di utilizzarlo, come ora non v'è alcun motivo di accendere la televisione.
Bisogna solo avere un minimo d'intelligenza, curiosità, apertura mentale e la mano ben salda al timone.
Nessun altro che noi deve guidare la nostra nave.
Sarebbe bello vedere uomini sfilare per denunciare crimini orrendi e nascosti ai più, ma sarebbero belle tante cose...
A me piacerebbe per esempio andare domani ad un concerto di Rino Gaetano, e sentirgli cantare con una mano sul cuore e lo sguardo che affonda lassù: "..ma il cielo è sempre più blu!".
Sarebbe bello vedere uomini sfilare per denunciare crimini orrendi e nascosti ai più, ma sarebbero belle tante cose...
A me piacerebbe per esempio andare domani ad un concerto di Rino Gaetano, e sentirgli cantare con una mano sul cuore e lo sguardo che affonda lassù: "..ma il cielo è sempre più blu!".
lunedì 15 giugno 2015
non un fiore!
c'è chi al cuor suo vorrebbe dir: "Vatten' lontano!",
c'è chi: "Ha vinto quel che ha vinto e così sia,
sul mio orticello sboccerà... democrazia!"
Quattro alberelli nasceran sulla tua terra,
un per la pace che hai turbato, un per la guerra,
un per i sogni ch'ai dormienti hai suggerito,
un pel silenzio che t'ha urlato, e non l'hai udito.
Le lor radici affonderan cercando il sole.
Mille germogli sbocceran senza colore.
E d'ogni genere e sapor sognando i frutti
lì staran tutti, ma da quei tralci... non un fiore!
https://soundcloud.com/non-un-fiore
giovedì 28 maggio 2015
zio Frà
Quando sei andato via tu Francesco, da queste parti è finita un'epoca.
Anzi, ti dirò amico mio, a me è parso proprio che fosse scomparsa una stagione.
Arrivarono altri caldi autunni, luccicanti inverni ed anche nuove e strabilianti primavere, ma di estati, quelle estati fresche di scherzi e di avventure, quelle in cui gli amici tornan da lontano e tra un progetto e l'altro, tra una risata sciocca e una proposta stravagante, come le cicale che s'approprian del silenzio e ti cantan spensierate: "e adesso, che facciamo?"...non ne son tornate.
Sento la terra che rotola Frà, così forte che non vale la pena di corrergli dietro.
Non so come sia riuscito a scriverti quattro parole in fila.
Son passati anni, e non ci ho mai neppure provato, ma oggi non so, saranno state quelle candele che ardevano in silezio ed io non le ascoltavo, o forse sarà stato il fumo che han fatto quando da sole si son spente, o l'acqua sopra il fumo, o il vetro caldo che s'è rotto...
Sarà stata l'anima mia, con la sua mano sbadata e il mal di schiena, che girava senza meta come una rondine disorientata sopra un fazzoletto bianco, e persa apriva le finestre, e a ognuna v'era un giorno, un mese, un anno e mille persi abbracci...
E intanto entrava l'aria... o usciva il fumo, ed io forse capivo.
Mi rimane difficile parlarne, e non so come spiegarlo, ma la sostanza in fin dei conti è questa: è che tu sei riuscito a farmi sentire davvero immensamente stupido.
Questa cosa mi è successa diverse volte con te in quegli anni, per non dire quando te ne sei andato poi... non trovo proprio le parole.
Quel tuo sorriso sincero e fresco, chi l'ha conosciuto non lo può dimenticare.
Ancora adesso, quando ci ripenso a distanza di anni, non so se vedo tutto appannato io, o se è il mondo che si sfalda in mille gocce.
Credo di essermi sentito la persona più idiota dell'universo, e di questo amico mio, per quanto non vorrei e mi pare assurdo più che mai, ti ringrazio infinitamente.
Mi rammarica tanto che non t'abbiano conosciuto i tuoi nipoti... zio Frà.
Nelle regole del cosmo non c'è spazio e non c'è tempo dicon quelli, che in divisa grigia e sguardi seri, han progettato l'ingranaggio...
E allora giri questa ruota, e torni aprile ancora, e venga maggio...
Sarai sempre nel mio cuore amico mio!
Un forte abbraccio!
Anzi, ti dirò amico mio, a me è parso proprio che fosse scomparsa una stagione.
Arrivarono altri caldi autunni, luccicanti inverni ed anche nuove e strabilianti primavere, ma di estati, quelle estati fresche di scherzi e di avventure, quelle in cui gli amici tornan da lontano e tra un progetto e l'altro, tra una risata sciocca e una proposta stravagante, come le cicale che s'approprian del silenzio e ti cantan spensierate: "e adesso, che facciamo?"...non ne son tornate.
Sento la terra che rotola Frà, così forte che non vale la pena di corrergli dietro.
Non so come sia riuscito a scriverti quattro parole in fila.
Son passati anni, e non ci ho mai neppure provato, ma oggi non so, saranno state quelle candele che ardevano in silezio ed io non le ascoltavo, o forse sarà stato il fumo che han fatto quando da sole si son spente, o l'acqua sopra il fumo, o il vetro caldo che s'è rotto...
Sarà stata l'anima mia, con la sua mano sbadata e il mal di schiena, che girava senza meta come una rondine disorientata sopra un fazzoletto bianco, e persa apriva le finestre, e a ognuna v'era un giorno, un mese, un anno e mille persi abbracci...
E intanto entrava l'aria... o usciva il fumo, ed io forse capivo.
Mi rimane difficile parlarne, e non so come spiegarlo, ma la sostanza in fin dei conti è questa: è che tu sei riuscito a farmi sentire davvero immensamente stupido.
Questa cosa mi è successa diverse volte con te in quegli anni, per non dire quando te ne sei andato poi... non trovo proprio le parole.
Quel tuo sorriso sincero e fresco, chi l'ha conosciuto non lo può dimenticare.
Ancora adesso, quando ci ripenso a distanza di anni, non so se vedo tutto appannato io, o se è il mondo che si sfalda in mille gocce.
Credo di essermi sentito la persona più idiota dell'universo, e di questo amico mio, per quanto non vorrei e mi pare assurdo più che mai, ti ringrazio infinitamente.
Mi rammarica tanto che non t'abbiano conosciuto i tuoi nipoti... zio Frà.
Nelle regole del cosmo non c'è spazio e non c'è tempo dicon quelli, che in divisa grigia e sguardi seri, han progettato l'ingranaggio...
E allora giri questa ruota, e torni aprile ancora, e venga maggio...
Sarai sempre nel mio cuore amico mio!
Un forte abbraccio!
| foto by Nicola Di Pasquale |
mercoledì 27 maggio 2015
il respiro degli oceani...
La metà dell'ossigeno arriva dal plancton... l'altra metà ce la siamo bell'e fumata!
Accogliere inconsciamente un'immagine del genere sullo sfondo delle parole "respiro", "oceani" e "ossigeno", è come piantarsi una trave nel cervello.
"La goletta Tara ha raccolto i campioni di 35mila specie..." traduzione: ci si potrebbe passare tranquillamente una vita, guardando sempre e solo per terra!
Accogliere inconsciamente un'immagine del genere sullo sfondo delle parole "respiro", "oceani" e "ossigeno", è come piantarsi una trave nel cervello.
"La goletta Tara ha raccolto i campioni di 35mila specie..." traduzione: ci si potrebbe passare tranquillamente una vita, guardando sempre e solo per terra!
martedì 26 maggio 2015
sogni di gloria sul monte d'oro
Costruiremo una pista
su quel monte dorato
e sfreccerem come dei
sul sentiero infuocato.
Quando sentirai il tuono
non temer figlio mio,
son gli eroi che s'appressan,
ai cancelli di Dio.
venerdì 22 maggio 2015
i piloti del serterologico
Siete sicuri che vi raccontino quella,
che raccontano ai figli qual favola bella?
Non date più tedio ai prostrati cervelli,
e aprite piuttosto gli ombrelli!
E se non vi par logico, ma folle,
impossibile, ridicolo e tragico,
alzate le mani, e fingete sia magico,
agli amici piloti del serterologico!
...che s'avanzano fieri com'eroi senza veli,
e spartiscon precisi i quadranti dei cieli.
lunedì 18 maggio 2015
i sogni d'una trota
Se per una volta smettessimo di sognar
d'esser uomini pensanti ed evoluti
e ci calassim nell'idea d'esser sol comuni trote,
i flutti impervi dei torrenti affronterem senza timore
e ad ogni gorgo chiederem sicuri e fieri:
"Chi controlla il controllore?".
E per amor dell'acqua fresca ancora:
"Chi ha scelto chi controlla il controllore?"...
Giunti a un certo punto, dove la roccia parla e nasce l'acqua,
ci verrebbe naturale d'ascoltarla e ci direbbe:
"Brava tu, che non hai chiuso l'occhi bella.
L'acqua scorre e tu l' sapevi bene,
ch'a seguirla cheta cheta andavi dritta all'aspro mare...
E or che tu qui m'hai trovata dimmi, che vuoi fare?"
"Potrei... smetter di sognar, disse la trota,
d'esser l'acqua che trascina i vinti a foce...
O di sognare d'esser foce che disperde i flutti
e mesce e culla e inganna e annega tutti...
O d'esser roccia smetter potrei ancora
che gorgheggia freschi e saggi motti,
'si che un pesce che l'ascolti al fin s'accorga
d'esser roccia, fiume, foce e pesce ancora... e mare."
"Puoi tu sceglier di sognar, disse la roccia, o puoi restare."
https://soundcloud.com/i-sogni-duna-trota
sabato 9 maggio 2015
l'iride della notte
Un soffio di luce su una tela bianca.
Incauta vibrazione di un istinto,
e l'armonia suprema,
quale spirale ignota,
curva fugace d'un presente
ancora quieto, si produce.
E il mio cuore porta ancora
sangue rosso, nell'iride della notte.
1995-1998
giovedì 7 maggio 2015
utopia
La parola "utopia" è l'ultimo rantolo
d'un popol morente,
è grigio sigillo alle porte d'un sol
che da sempre risplende,
è tomba d'un cuor
che non ama più niente
e alla noia, sconfitto, s'arrende.
Ogni volta che un uom la pronuncia,
un seme al suo sogno rinuncia,
un'ala dimentica il soffio del vento,
e il canto di gioia d'un bimbo,
d'aria e di luce e di goccia dipinto,
muta nel tetro sgomento, d'un occhio
che annega nel fiume del pianto.
https://soundcloud.com/utopia
mercoledì 22 aprile 2015
'sì fan tutti
...si si, in generale si, ma poi bisogna ben vedere...
...si si, idealmente si, ma in qualche modo poi dobbiam reagire...
...si si, ma poi, dobbiam essere realisti, e saldi i piedi in terra avere...
...si si, ma poi... avrem tempo ancora, poi...
...se allor' qualcuno per dovere, per la patria e per l'onore,
avrà difeso ancor per tutti, i diritti, i motti e il biancandore!
...e poi si si, e poi ancor si... ma pel "si" ver' non v'è mai tempo,
se non quel' che una risata, rubò senz'onta al dio Lamento!
martedì 21 aprile 2015
venerdì 10 aprile 2015
la verità la sanno tutti...
Non ho mai sentito nessuno affermare il contrario...
Non so spiegarmelo diversamente che così:
"La verità la sanno tutti, ma la prendono sul serio solo in pochi".
giovedì 9 aprile 2015
il tempio dell'amor sorgente
Come aurora del mattin, ecco m'appari.
Raggi dorati sboccian dal tuo volto
e m'accarezzan, come spade acuminate,
e mi trafiggon, come soffici risate.
La tua voce cresce da ogni dove,
e da ogni dove il cuor m'invade...
"Goccia che dal ciel s'affranca,
fra due valli incerta dondolando, questo ora tu sei.
Venuto è il tempo che tu scelga,
che tu scelga della luce d'esser o del buio,
del bene servo oppur del male.
La tua scelta, ora, devi fare."
Io ti ascolto, manifesto tu mi sei
e quel che vedo mi stupisce,
poiché vedono i miei occhi
quel che videro non mai.
Ma Stupor non è il mio dio,
e di sceglier, come dici,
il mio cuor già m'adoprai.
"Nel tuo cuore io vedo un gran tormento,
vedo i mari che s'increspan,
l'onde appese al firmamento.
Una spiaggia che t'accolga t'offro, intanto
che il tuo cuor d'una sirena scordi il canto."
S'io accettassi d'esser servo,
sarei servo d'un incanto.
Se alla spiaggia tua approdassi,
del mio cuor, scorderei il canto.
S'io non fossi quel tormento,
d'una spiaggia o d'uno scoglio sarei figlio,
e figlio non sarei del firmamento.
Che sia luce quel che vedo e non abbaglio,
che sia il buio come appare
e non mi sbagli, chi può dirlo?
Forse i libri consacrati,
i maestri, i saggi o i volti illuminati?
Posso forse dirlo io se non l'ascolto,
quella voce che il mio cuor tramuta in canto?
Vengan tenebre a cercarmi
con promesse seducenti...
Vengan luci a corteggiarmi
sfavillanti e sfolgoranti...
Che sia quiete o sia tormento
che sia fine o nascimento,
nel mio cuor scorre il mio tempo,
dell'amor sorgente, culla e tempio.
Raggi dorati sboccian dal tuo volto
e m'accarezzan, come spade acuminate,
e mi trafiggon, come soffici risate.
La tua voce cresce da ogni dove,
e da ogni dove il cuor m'invade...
"Goccia che dal ciel s'affranca,
fra due valli incerta dondolando, questo ora tu sei.
Venuto è il tempo che tu scelga,
che tu scelga della luce d'esser o del buio,
del bene servo oppur del male.
La tua scelta, ora, devi fare."
Io ti ascolto, manifesto tu mi sei
e quel che vedo mi stupisce,
poiché vedono i miei occhi
quel che videro non mai.
Ma Stupor non è il mio dio,
e di sceglier, come dici,
il mio cuor già m'adoprai.
"Nel tuo cuore io vedo un gran tormento,
vedo i mari che s'increspan,
l'onde appese al firmamento.
Una spiaggia che t'accolga t'offro, intanto
che il tuo cuor d'una sirena scordi il canto."
S'io accettassi d'esser servo,
sarei servo d'un incanto.
Se alla spiaggia tua approdassi,
del mio cuor, scorderei il canto.
S'io non fossi quel tormento,
d'una spiaggia o d'uno scoglio sarei figlio,
e figlio non sarei del firmamento.
Che sia luce quel che vedo e non abbaglio,
che sia il buio come appare
e non mi sbagli, chi può dirlo?
Forse i libri consacrati,
i maestri, i saggi o i volti illuminati?
Posso forse dirlo io se non l'ascolto,
quella voce che il mio cuor tramuta in canto?
Vengan tenebre a cercarmi
con promesse seducenti...
Vengan luci a corteggiarmi
sfavillanti e sfolgoranti...
Che sia quiete o sia tormento
che sia fine o nascimento,
nel mio cuor scorre il mio tempo,
dell'amor sorgente, culla e tempio.
domenica 5 aprile 2015
la signora del dollaro $
"Semiramis affermò... che la Dea Luna durante una ovulazione l'avesse inviata sulla Terra in un gigantesco uovo di luna che atterrò nel fiume Eufrate durante la prima domenica di plenilunio dopo l'equinozio di primavera. Semiramis divenne così nota come Ishtar, che si pronuncia Easter, e il suo uovo divenne noto come l'uovo di Ishtar, cioè Easter Egg (l'uovo di pasqua)...
La regina disse agli adoratori che quando Tammuz fu ucciso dal cinghiale, alcune gocce del suo sangue fossero cadute sul ceppo di una palma, e che dal ceppo si fosse sviluppata una palma nuova durante una sola notte. Tutto ciò rese la palma sacra...
Ishtar proclamò un lutto di 40 giorni da ripetersi ogni anno prima dell'anniversario della morte di Tammuz. Durante questo periodo nessuna carne doveva essere mangiata...
Ogni anno, la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l'equinozio di primavera, era celebrata una festa. Era la Domenica di Ishtar ed i suoi simboli erano i conigli e le uova...
Molti bambini sarebbero nati intorno al 25 dicembre (circa 9 mesi dopo, n.d.s.) dalle orge consumate in occasione della festa di Ishtar e molti di essi a loro volta sarebbero stati sacrificati (come fossero agnelli, n.d.s.) nella seguente festa di Pasqua... Ishtar / Semiramide / Anat / Astarte / Iside / ISIS..." ...per gli amici "la signora del dollaro $".
sabato 4 aprile 2015
strade d'Italia
C'è stato un tempo,
ed era il tempo d'un'Italia povera, agricola e orgogliosa,
in cui le strade s'allungavan dalla valle al monte,
come sguardi fieri in cerca d'orizzonte.
C'è stato un tempo,
ed era il tempo d'un'Italia misera, martoriata e bombardata,
in cui le strade si lanciavan sopra i fiumi dalle sponde,
dov'era un guado, al cielo sollevando un ponte.
C'è stato un tempo,
ed era il tempo d'un'Italia dissoluta, e più sognante e frastornata,
che sulle strade si stendevan neri e caldi manti,
poiché la ruota giri meglio, delle speranze e dei rimpianti.
C'è stato un tempo,
in cui una "lira" dolce gl'intonava il canto, della sua gloria e del suo vanto...
ma d'un'Italia venne il tempo, senza orizzonti più negli occhi,
che tra le buche immota arranca, seguendo il canto dei balocchi.
mercoledì 1 aprile 2015
fiordiluna
non t'accorgi che non l'hai,
e per quanto brilli chiara,
Fiordiluna piccolina,
fresc'aurora di mattina,
coi tuoi occhi non vedrai.
Se credi non averla,
dentro gli occhi d'una merla,
scrigno e tomba d'una perla,
accorgendoti vedrai...
'che sol cercandola, al tuo fianco,
Fiordiluna porterai.
giovedì 26 marzo 2015
persmagatimagie
A cosa serve la crisi? a cosa serve la guerra? il terrorismo? semplice, a rendere legittimo ciò che un attimo prima era illegittimo, accettabile ciò che era inaccettabile, possibile ciò che era impossibile... in sostanza a "trasformare" il mondo... pura magia!
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