giovedì 28 settembre 2017

le leggi del cuore


Ci son leggi che passano,
come pugni di foglie
sotto i soffi del vento.

Ci son leggi più umane
che resistono urlando
anche ai gelidi strali,
come alberi fieri
e dal gran portamento.

Ci son leggi che sbocciano
al di là dello spazio,
ai confini del tempo,
che governano gli astri,
che disegnano i fiori,
che si cullano in grembo...

Ogni uomo s'accosti
alle leggi che vuole,
io m'accosto e m'abbraccio
alle leggi del cuore.

È responsabilità di ogni uomo, in ogni epoca,
scegliere quali leggi rispettare e quali disprezzare...






sabato 9 settembre 2017

...il nume della patria


"È tempo che tu scelga bene"
gli disse un giorno il nume
mentre quegli si appoggiava
al solito, quadrato e consumato altare,
"se vuoi esser uomo di bene
o se vuoi restarti ancor schiavo del male!"

"E, di grazia", disse allora l'Italiano

con lo scettro in pugno 
e il dito volto a comandare,
"su qual canale mi debbo collegare?".

venerdì 7 luglio 2017

la dea violenza


Nel chiaror del mezzogiorno,
senza veli e senza bende,
ma vieppiù putrida e fetente,
la dea violenza avanza già,
solcando piazze, mietendo gente.
Più buia della notte,
e ancor più misera e meschina,
brutta, bieca e marcescente,
d'una iena che accarezza mite
mentre maligna affila il dente,
passerà pure innanzi a te...
Tu che saluti e ti compiaci
della carrozza luccicante
e del codazzo prono e riverente
del caro, vecchio e nuovo re.

domenica 2 luglio 2017

gli uomini e i problemi


Ci sono gli uomini, che vedono problemi, 
e ci son gli esseri umani, che vedon come problemi 
quelli che vedono i problemi.
I primi vorrebbero tanto risolver quei problemi.
I secondi eliminerebbero volentieri i primi, pur di non veder problemi.

lunedì 5 giugno 2017

foglia contro vento


Una foglia ho visto un giorno
che volava controvento.
S'affannava e non cedeva,
e quei, più forte e mai contento:

"Milioni ne ho domate, urlava,
d'ogni genere e colore,
tutte in fila appese ai rami
o vorticate in mulinelli,
le mie note d'intonar
nemmai mancaron,
coi miei fulvi ritornelli,
e tu, così piccola, piccina,
'contar vuoi la tua novella?!..."


La guardavo un po' rapito
mentre, gonfia di speranza,
per quanto sola, piccola e indifesa,
il petto offriva a quel tormento.
Pur' ella allor mi vide,
ma più rapida dell'occhio
mi destò la sua favella:
"Puoi soffiar?, mi disse,
puoi soffiare tu per me?"


Come vela di vascello
che s'affranca dai suoi abissi,
"tutta l'aria che ho nel corpo,
tutto il ciel che ho respirato,
ogni gioia ch'ebbi in cuore,
dissi,
e ogni dolor che sembra un mare,
prendi tutto fogliolina,
prendi il riso e prendi il pianto,
poiché tu sei ancor più bella
del più dolce e dolce incanto..."


...soffia e soffia il vento,
sopra il ciel, sopra le stelle,
spazza i mondi e le galassie
e i sogni sperde e le speranze
porta via, financo quelle...

Ma io una foglia ho visto un giorno
che volava controvento.
"Puoi soffiar?" mi disse...

...io per lei soffierò sempre.

lunedì 22 maggio 2017

orizzonti inumani


Una legge che impone iniezioni coatte ai bambini minacciando di depredare i genitori, qualora si rifiutassero, e quindi gli stessi bambini di tutti i loro beni, e che aggiunge a questo l'estrema violenza di voler separare i figli dai genitori che tentano di proteggerli, è degna del peggior nazismo.
Come dire: o ci lasciate vaccinare i vostri figli o, per il loro bene, li priveremo di tutto quello che hanno, dei vostri risparmi, con i quali tentavate di dargli un futuro, della casa, e infine anche di voi, cari genitori, e della gioia di avere una famiglia...

Fatico a reprimere il dolore di dover constatare certe mostruosità, ma ancor più mi abbatte l'insensibilità, la volontà d'ignoranza e la disumanità che sento e leggo nelle parole e nei commenti delle persone che incontro in rete e per la strada, non tutte per fortuna, che minimizzano spesso la cosa o che addirittura riescono a difendere certi mostri, con argomentazioni misere, puerili, contorte, inesistenti...
Lauree sciorinate come spade infallibili, statistiche schizofreniche, parabole d'un cinismo iperbolico, fatalismo appena appena amaro...

Quale luce abbaglia tanto, da render così ciechi?

Che fine ha fatto la più bella dea di tutto l'olimpo, la più dolce, la più viva, la prima e vera madre di tutti i bambini... Dov'è finita l'Umanità?

Non ho mai desiderato tanto d'andarmene da questo paese come in questi giorni...



sabato 1 aprile 2017

dove i mari schiuman dolci


Da dove vieni?
 
Vengo dal tempo incantato
dei racconti affascinanti
e dei magici silenzi,
dei giardini segreti,
delle attraenti e sconosciute valli,
dei deserti avventurosi
e degli scorci sorprendenti,
dei monti inesplorati,
dei boschi misteriosi
e dei profondi mari mai solcati,
dei ruscelli mormoranti
e delle grotte seducenti,
delle adamantine fonti
e delle splendide sorgenti,
dei draghi, gli unicorni,
principesse e cavalieri,
delle cascate, dei mulini
e degli azzurri e sconfinati cieli.


Dove giungi?


Giungo nel tempo cupo
dei pensier finiti,
delle paludi ristagnanti,
dei vizi comandati
e dei più facili giudizi,
dei saperi enciclopedici
e dei pudici misteri
falsi sempre o uguale veri,
dei dialoghi infiniti
già scordati e 'ancor sentiti,
e dei vuoti e tristi saggi
e storiografici rammendi,
della pace professata
da assassini ai quattro venti,
dei conflitti costruiti
e dei delitti al pari
che offron tele ai bianchi ragni
dei telegiornali.


E dove vai?


Vado solo un po' più avanti,
dove l'albe danzan coi tramonti,
nel tempo vivo dei risvegli,
lì dove nascono gli amanti
e come rondini s'intreccian
sfogliando a veli gli orizzonti,
nei tempi dolci dei ricordi,
dove i sogni sboccian fieri
come fiori in mezzo ai campi,
e mille fior son mille cieli
che s'abbracciano mai stanchi,
dove i mari schiuman dolci
tergendo i piedi alla bellezza
mentr'ella avanza e canta,
come un chiaror, come una brezza,
mentr'ella avanza e ride e piange
e ad ogni lacrima o sorriso
dentr'ogni cuor scioglie tristezza.

giovedì 9 marzo 2017

i giardini del paradiso


Quand'ero al centro di me stesso
tutto era seme di germoglio.
Rocce e rocce ora s'infrangon
sul mio cuor, come uno scoglio.

Quand'ero al centro di me stesso,
tutto era battito di cuore.
Gocce e gocce ora discendono
da un ciel, che tutto piove.

Quand'ero al centro di me stesso
tutto era soffio di respiro.
Foglie e foglie ora si sperdon
tra le vie, d'un mondo ignaro.

Quand'ero al centro di me stesso
tutto era alba di sorriso.
Fiamme e fiamme ora divampan
dai giardin... del paradiso.

lunedì 6 marzo 2017

venerdì 3 febbraio 2017

Phuwiy'el


Foglia d'oro e di mille ricordi,
sul canto del lupo t'adagi e t'accordi.
L'immenso è la strada che scrivi,
e che scrivendo percorri.
Sei tu l'aria che indugia sui fiori,
sei tu l'aria che sfiora i germogli.

lunedì 26 dicembre 2016

Fede, Speranza e Amore... un percorso di Libertà


Vivere nella Fede... portare in serbo quella voce che contro i venti e le tempeste ferma e decisa dice "io", curandola e mantenendola accesa, come una fiamma che è solo nostra e a cui solo apparteniamo.

Coltivare la Speranza... non rassegnarsi all'idea che questa vita sia ormai persa, e che non ci sia posto per ciò che siamo davvero.

Essere l'Amore... cercare la gioia e lasciare che sbocci, dentro e fuori di noi, "liberando" ogni cosa, e avendo a cuore il tutto.


 

domenica 11 dicembre 2016

verdi perenni


Lasciai venir tutto,
e tutto, venendo, andar via.
Quel che m'era più caro
con quel che più m'era amaro.

Fui foglia rapita e fui vento,
gioia viva m'accorsi, e tormento.
Cosa posso ancor dare? mi chiesi...

Il silenzio non tacque
e il fragore non disse.

Io m'alzai come brezza
sopra i verdi perenni,
e un flebile canto divenni,
di struggente dolcezza.

...l'universo intero, mi dissi,
per un momento di bellezza.

sabato 3 dicembre 2016

referendum referendum


Referendum referendum!
Per cancellare il referendum,
abbiamo indetto il referendum!
Venite in tanti, amici,
a festeggiare il referendum!

Vota vota e vota più!
Son tre governi, amici,
che pigolate a becco in su!
Vi proponiamo di votare allora,
...per non votare più!

Venite in tanti gente,
che di cambiar vi s'acconsente,
codesta trappola indecente
che imbriglia cuor, spirito e mente!

lunedì 5 settembre 2016

umanità


È una delle parole più belle che conosco.
Si può dire che l'umanità sia un grande abbraccio che raccoglie in se tutti gli uomini dell'universo, del presente, del passato e del futuro.
L'umanità non ha tempo e non ha spazio, è sconfinata e incontenibile, eppur non si lamenta di starsene tutta intera dentro un piccolo cuoricino. Essa non è frazionabile, e neppure in alcun modo accrescibile, piuttosto è accessibile, ma non nella misura del tempo e dello spazio. 
Come essa comprende in se tutti i cuori degli uomini, così ogni uomo può accogliere tutta l'umanità nel suo piccolo cuore.
Il concetto di umanità è una visione completa e stupenda, chiara e perfetta.
L'umanità è ciò che comprende tutti gli uomini che abbiano almeno un briciolo di umanità nel loro cuore, e ogni briciolo di umanità è tutta l'umanità.
Voglio dirlo di nuovo: l'umanità è la somma di tutti i cuori degli uomini contenuta nel cuore d'ogni singolo uomo.
Solo pronunciare questa parola dovrebbe cambiarci definitivamente la vita, svegliarci dal nostro delirante sonno, scuotere le fondamenta delle nostre prigioni.
L'umanità è la più grande e la più piccola delle cose, la più vicina e la più lontana, la più inafferrabile e la più immanente...

Se ascoltate il vostro cuore
voi custodite l'umanità,
ma se tentate di governarlo
come una rondine lei fuggirà.