E quando il negromante aprì le scure porte,
della ragione venne infin la notte a corte.
Ma dimostrata che fu in tutto l'obbedienza
mai si voltaron più quei che accettaron già,
supini e fessi, quella sua ignobile semenza.
Non restò lor più che la fede sozza!
'che s'ogni cosa, p'esser sacra e vera,
sempre e mai di men si mostra intera,
quei l'accettaron turpe e d'ogne modo
storpia, ismisurata, claudicante e mozza.
venerdì 30 luglio 2021
la fede sozza
venerdì 23 luglio 2021
non abbiate paura
Abbiate fede, il sole sorgerà,
scandendo su ogni cuore
i suoi magici rintocchi.
Per paura della notte voi, però,
non vi cacciate gli occhi.
sabato 17 luglio 2021
non eran pecorelle
venerdì 16 luglio 2021
l'agognata normalità
Quando avrete la vostra normalità?
Quando accetterete che obbedire sarà la vostra normalità!
giovedì 17 giugno 2021
come cocci rotti
Verrà il giorno, e non verrà lontano,
ch'anco le mute pietre avran parole
e parleranno forse anch'esse invano,
e vi vorran, comunque, e vi sapranno urlare
che proprio no, non v'era spina
o guidardon che di valor n'avesse tale
perché al burron, come faceste,
tal come cocci rotti prodigarsi a rotolare.
domenica 13 giugno 2021
Ave Vaccinus
Ave Vaccinus, pieno di forza,
la scienzah è con te,
tu sei benedetto tra i medicamenti
e benedetto è chi t'offre sostegno e parole.
Santo Vaccinus, infuso di vita,
ridacci al più presto il perduto vigore,
e fa che ogni sciocco ti preferisca alla morte.
Amen
domenica 6 giugno 2021
il frutto del ricatto
Che sia sano o che sia matto,
nessuno mai poté se dir contento
dappoi che "si!" disse al ricatto.
sabato 8 maggio 2021
troppo scura
Per paura di finir nello burrone
dritti dritti gitteran se stessi
intr'al funesto, scuro androne.
Per paura gran' ch'ei morda il foco,
freschi freschi bruceran dannati
in quel cocente e odiato loco.
Per la paur che vien del'annegare
fin che sia troppo abbeverranno
allo salato e profondoso mare.
Poi, per lo timor che incalza alla paura,
spiccieran pur la lor salute
per più funesta e amara cura.
E per, infin, paura ancor dello finire,
d'ogni bellezza e d'ogni fior
'sì feniranno di nutrire il tristo loro cor.
Ma fenirà, sé judicando, puranco tal stortura,
comme la notte che se trova presta al fine,
e appena e alquanto troppo e troppo scura.
venerdì 30 aprile 2021
l'eterno quesito
Un giorno chiesi a Dio: "Verrà il buio?".
"Porterai tu la luce?", lui chiese a me.
domenica 21 marzo 2021
IL RIDUTT"ISMO"
venerdì 26 febbraio 2021
le bandiere del male
Il male è apolide e può sventolar mille bandiere,
ma farà sempre il nido coi vessilli del potere.
giovedì 25 febbraio 2021
evviva la Propaganda
Ma prima e durante che il nazismo e il fascismo calcassero questa povera terra, il male pel mondo non c'era?
E non ce n'è adesso, che non si chiami con quei nomi e che non sventoli quelle famose bandiere?
Il male è apolide, e può sventolarne mille e ancora mille di bandiere, ma farà sempre il nido coi vessilli del potere...
La propaganda, come strumento del potere, è il modo in cui il male si fa riconoscere da chi ha occhi per vederlo.
Chi ha buone intenzioni non ha mai bisogno di fare propaganda.
Infatti
non si chiedono firme per vietare "la propaganda", ma per impedire una
precisa ed anacronistica propaganda, per far più viva, in fin dei conti,
la propaganda.
Propaganda (vocabolario Treccani):
1. Azione
che tende a influire sull’opinione pubblica, orientando verso
determinati comportamenti collettivi, e l’insieme dei mezzi con cui
viene svolta...
2. Complesso di notizie destituite di ogni fondamento, diffuse ad arte e per fini particolari...
sabato 20 febbraio 2021
la vana scure
Poscia ch'ogne dita,
poich'è ardita, avran mozzato,
pur la luna in ciel ci avrà
il suo trono ingioiellato.
https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=2INHqSRcpmM&feature=youtu.be
domenica 24 gennaio 2021
Malacoda e i Vangeli di Gesù
Le magnifiche parole d'un maestro, più vive e più forti che mai,
scuotono financo i millenari pilastri che sorreggono l'antro oscuro e
dannato.
Scricchiola, scosso da un improbabile palpito, anche il gelido ventricolo dei principi del male profondo.
E il tuo cuore, è ancora vivo il tuo cuore?
Testi di Antonio Bilo Canella e dai Vangeli canonici.
Corpo-Voce di Antonio Bilo Canella
https://www.youtube.com/watch?v=5ALbICJwu68
giovedì 21 gennaio 2021
i vestiti del male
Il male non si nasconde sempre sotto lo stesso vestito,
ma sotto ogni vestito cela sempre gli stessi tormenti.
mercoledì 13 gennaio 2021
gli ignobili fratelli
La bell'Italia volge al fin.
Non più rosse
come i fiori estivi
dei dorati campi,
raccolto han già,
le stanche gote tue,
il bianco sale
dei tuoi verdi specchi.
Ne' più azzurro è il ciel
che in quelli,
nuvolando sogni
ed albe si rispecchi.
E i tuoi ignobili fratelli,
mai che amor
l'abbia colpiti al cor
coi suoi cocenti stralli,
scaccian cani amici
per sciacalli,
e ombre nere d'avvoltoi
radunan già
per variopinti galli.
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Episodio delle Cinque Giornate in Piazza Sant'Alessandro - Carlo Stragliati - ritaglio |
domenica 10 gennaio 2021
non è la libertà
Quando cedi ad un ricatto per ottenere la libertà, quella che ottieni non è la libertà.
sabato 9 gennaio 2021
bambini "sovranisti"
Dio, per mezzo delle madri e dei padri, fa tutti i bambini "sovranisti", ovvero con una fiamma di giustizia nel cuore che infonde loro il coraggio di mettere in discussione "il sovrano", ovvero gli equilibri disarmonici in cui si è strutturato il mondo.
Il mondo, poi, spesso, soffia sul fuoco e se li porta via.
martedì 5 gennaio 2021
l'imbarazzo degli dei
Una delle cose che gli dei meno sopportano o che forse più li diverte, è vedere uomini scambiare atti idioti per atti di coraggio.
venerdì 1 gennaio 2021
al cuor di tutti i cuori
Cuore mio,
cuor di tutti i cuori,
poiché così ancor rinascesti
quand'io ti vidi e pronunciai
tra queste poche rime,
e il nome tuo comparve
come un fior di pace
tra le sorelle spine,
io ti ringrazio.
Poiché tu sbocci e risbocci
nel mio petto sempre,
generoso, vigile e paziente,
mentr'io mi perdo in mille strade,
spesso dimentico e distratto,
seguendo nuvole fugaci
e nulle al tatto,
io ti ringrazio.
Poiché tu batti piano
e forte, e m'assecondi sempre,
e sempre vivo e pronto,
ovunque il folle cerchio
volga di questo io distratto,
t'accordi dolce e silenzioso
ad ogni falso o vero passo,
io ti ringrazio.
Mio gran fedele servitore,
che d'umiltà sei tu maestro al punto
da scomparirmi silenzioso in petto;
senza giudizio, nessun lamento,
mentr'io dovrei chinarmi invece
e poner l'opre e l'armi tutte
al tuo divin cospetto,
io ti ringrazio.
Principe ramingo di tutti i giorni
e le stagioni, primo ritmo della vita,
sogno e canto d'immortal bellezza,
da questi campi che vorrebbero
elevarsi d'oro alla tua altezza
per darti tutto il poco gran
che gli è contezza,
te ne prego, cuore mio,
per un attimo infinito
che so mai dir come s'avvenga
che come un rosso vivo bacio
fra mille spighe d'oro mi sorprenda,
tu sboccia ancora,
incanta l'occhio che ti cerca,
scuoti forte di quest'uomo il petto
e se t'è stretto, se per i cieli e le stagioni
che in te rivendican l'immenso,
non restan spazio e tempo qui,
tu spicca un salto, distendi l'ali
e quale rondine sicura,
che sia il settembre a reclamarti,
o che s'appressi il maggio,
fatti coraggio e vola, e vola via.
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| Botticelli, Madonna della Melagrana |





