lunedì 5 giugno 2017

foglia contro vento


Una foglia ho visto un giorno
che volava controvento.
S'affannava e non cedeva,
e quei, più forte e mai contento:

"Milioni ne ho domate, urlava,
d'ogni genere e colore,
tutte in fila appese ai rami
o vorticate in mulinelli,
le mie note d'intonar
nemmai mancaron,
coi miei fulvi ritornelli,
e tu, così piccola, piccina,
'contar vuoi la tua novella?!..."


La guardavo un po' rapito
mentre, gonfia di speranza,
per quanto sola, piccola e indifesa,
il petto offriva a quel tormento.
Pur' ella allor mi vide,
ma più rapida dell'occhio
mi destò la sua favella:
"Puoi soffiar?, mi disse,
puoi soffiare tu per me?"


Come vela di vascello
che s'affranca dai suoi abissi,
"tutta l'aria che ho nel corpo,
tutto il ciel che ho respirato,
ogni gioia ch'ebbi in cuore,
dissi,
e ogni dolor che sembra un mare,
prendi tutto fogliolina,
prendi il riso e prendi il pianto,
poiché tu sei ancor più bella
del più dolce e dolce incanto..."


...soffia e soffia il vento,
sopra il ciel, sopra le stelle,
spazza i mondi e le galassie
e i sogni sperde e le speranze
porta via, financo quelle...

Ma io una foglia ho visto un giorno
che volava controvento.
"Puoi soffiar?" mi disse...

...io per lei soffierò sempre.

lunedì 22 maggio 2017

orizzonti inumani


Una legge che impone iniezioni coatte ai bambini minacciando di depredare i genitori, qualora si rifiutassero, e quindi gli stessi bambini di tutti i loro beni, e che aggiunge a questo l'estrema violenza di voler separare i figli dai genitori che tentano di proteggerli, è degna del peggior nazismo.
Come dire: o ci lasciate vaccinare i vostri figli o, per il loro bene, li priveremo di tutto quello che hanno, dei vostri risparmi, con i quali tentavate di dargli un futuro, della casa, e infine anche di voi, cari genitori, e della gioia di avere una famiglia...

Fatico a reprimere il dolore di dover constatare certe mostruosità, ma ancor più mi abbatte l'insensibilità, la volontà d'ignoranza e la disumanità che sento e leggo nelle parole e nei commenti delle persone che incontro in rete e per la strada, non tutte per fortuna, che minimizzano spesso la cosa o che addirittura riescono a difendere certi mostri, con argomentazioni misere, puerili, contorte, inesistenti...
Lauree sciorinate come spade infallibili, statistiche schizofreniche, parabole d'un cinismo iperbolico, fatalismo appena appena amaro...

Quale luce abbaglia tanto, da render così ciechi?

Che fine ha fatto la più bella dea di tutto l'olimpo, la più dolce, la più viva, la prima e vera madre di tutti i bambini... Dov'è finita l'Umanità?

Non ho mai desiderato tanto d'andarmene da questo paese come in questi giorni...



sabato 1 aprile 2017

dove i mari schiuman dolci


Da dove vieni?
 
Vengo dal tempo incantato
dei racconti affascinanti
e dei magici silenzi,
dei giardini segreti,
delle attraenti e sconosciute valli,
dei deserti avventurosi
e degli scorci sorprendenti,
dei monti inesplorati,
dei boschi misteriosi
e dei profondi mari mai solcati,
dei ruscelli mormoranti
e delle grotte seducenti,
delle adamantine fonti
e delle splendide sorgenti,
dei draghi, gli unicorni,
principesse e cavalieri,
delle cascate, dei mulini
e degli azzurri e sconfinati cieli.


Dove giungi?


Giungo nel tempo cupo
dei pensier finiti,
delle paludi ristagnanti,
dei vizi comandati
e dei più facili giudizi,
dei saperi enciclopedici
e dei pudici misteri
falsi sempre o uguale veri,
dei dialoghi infiniti
già scordati e 'ancor sentiti,
e dei vuoti e tristi saggi
e storiografici rammendi,
della pace professata
da assassini ai quattro venti,
dei conflitti costruiti
e dei delitti al pari
che offron tele ai bianchi ragni
dei telegiornali.


E dove vai?


Vado solo un po' più avanti,
dove l'albe danzan coi tramonti,
nel tempo vivo dei risvegli,
lì dove nascono gli amanti
e come rondini s'intreccian
sfogliando a veli gli orizzonti,
nei tempi dolci dei ricordi,
dove i sogni sboccian fieri
come fiori in mezzo ai campi,
e mille fior son mille cieli
che s'abbracciano mai stanchi,
dove i mari schiuman dolci
tergendo i piedi alla bellezza
mentr'ella avanza e canta,
come un chiaror, come una brezza,
mentr'ella avanza e ride e piange
e ad ogni lacrima o sorriso
dentr'ogni cuor scioglie tristezza.

giovedì 9 marzo 2017

i giardini del paradiso


Quand'ero al centro di me stesso
tutto era seme di germoglio.
Rocce e rocce ora s'infrangon
sul mio cuor, come uno scoglio.

Quand'ero al centro di me stesso,
tutto era battito di cuore.
Gocce e gocce ora discendono
da un ciel, che tutto piove.

Quand'ero al centro di me stesso
tutto era soffio di respiro.
Foglie e foglie ora si sperdon
tra le vie, d'un mondo ignaro.

Quand'ero al centro di me stesso
tutto era alba di sorriso.
Fiamme e fiamme ora divampan
dai giardin... del paradiso.

lunedì 6 marzo 2017

venerdì 3 febbraio 2017

Phuwiy'el


Foglia d'oro e di mille ricordi,
sul canto del lupo t'adagi e t'accordi.
L'immenso è la strada che scrivi,
e che scrivendo percorri.
Sei tu l'aria che indugia sui fiori,
sei tu l'aria che sfiora i germogli.

lunedì 26 dicembre 2016

Fede, Speranza e Amore... un percorso di Libertà


Vivere nella Fede... portare in serbo quella voce che contro i venti e le tempeste ferma e decisa dice "io", curandola e mantenendola accesa, come una fiamma che è solo nostra e a cui solo apparteniamo.

Coltivare la Speranza... non rassegnarsi all'idea che questa vita sia ormai persa, e che non ci sia posto per ciò che siamo davvero.

Essere l'Amore... cercare la gioia e lasciare che sbocci, dentro e fuori di noi, "liberando" ogni cosa, e avendo a cuore il tutto.


 

domenica 11 dicembre 2016

verdi perenni


Lasciai venir tutto,
e tutto, venendo, andar via.
Quel che m'era più caro
con quel che più m'era amaro.

Fui foglia rapita e fui vento,
gioia viva m'accorsi, e tormento.
Cosa posso ancor dare? mi chiesi...

Il silenzio non tacque
e il fragore non disse.

Io m'alzai come brezza
sopra i verdi perenni,
e un flebile canto divenni,
di struggente dolcezza.

...l'universo intero, mi dissi,
per un momento di bellezza.

sabato 3 dicembre 2016

referendum referendum


Referendum referendum!
Per cancellare il referendum,
abbiamo indetto il referendum!
Venite in tanti, amici,
a festeggiare il referendum!

Vota vota e vota più!
Son tre governi, amici,
che pigolate a becco in su!
Vi proponiamo di votare allora,
...per non votare più!

Venite in tanti gente,
che di cambiar vi s'acconsente,
codesta trappola indecente
che imbriglia cuor, spirito e mente!

lunedì 5 settembre 2016

umanità


È una delle parole più belle che conosco.
Si può dire che l'umanità sia un grande abbraccio che raccoglie in se tutti gli uomini dell'universo, del presente, del passato e del futuro.
L'umanità non ha tempo e non ha spazio, è sconfinata e incontenibile, eppur non si lamenta di starsene tutta intera dentro un piccolo cuoricino. Essa non è frazionabile, e neppure in alcun modo accrescibile, piuttosto è accessibile, ma non nella misura del tempo e dello spazio. 
Come essa comprende in se tutti i cuori degli uomini, così ogni uomo può accogliere tutta l'umanità nel suo piccolo cuore.
Il concetto di umanità è una visione completa e stupenda, chiara e perfetta.
L'umanità è ciò che comprende tutti gli uomini che abbiano almeno un briciolo di umanità nel loro cuore, e ogni briciolo di umanità è tutta l'umanità.
Voglio dirlo di nuovo: l'umanità è la somma di tutti i cuori degli uomini contenuta nel cuore d'ogni singolo uomo.
Solo pronunciare questa parola dovrebbe cambiarci definitivamente la vita, svegliarci dal nostro delirante sonno, scuotere le fondamenta delle nostre prigioni.
L'umanità è la più grande e la più piccola delle cose, la più vicina e la più lontana, la più inafferrabile e la più immanente...

Se ascoltate il vostro cuore
voi custodite l'umanità,
ma se tentate di governarlo
come una rondine lei fuggirà.

giovedì 4 agosto 2016

i Miti e il Guardiano dei confini del mondo


Su un’insegna, presso i confini del mondo:
Benvenuti a questo mondo, ed alle mille sue bellezze,
alla storia e alle conquiste, ed alle mille sue stranezze.
Benvenuti a voi curiosi, che approdate a queste spiagge
e v’accostate alle grandezze come miti genti sagge.
Ogni cosa qui è al suo posto, e per voi la preserviamo
purché abbiate a cuor la legge, ch’ogni cosa ha il suo guardiano.


S’ode la voce del Guardiano, rivolto alle masse:
Vi condurrò lungo i sentieri dei giardini dell'incanto,
presso i confini luccicanti del mirabil mondo, 

e se saprete bene voi ascoltare,
quel che i Miti diranno, a tutti noi potrà giovare...
ma restatevi uniti e procedete pazienti qui al mio fianco.


Noncurante delle parole del Guardiano,
un uomo esce dalle righe e varca, curioso, quel confine.

Il Guardiano all’uomo, sotto voce:
Sui confini del mondo mi vaghi,
cosa credi tu d’esser? cosa cerchi in quei prati?
non lo vedi? che mi turbi tu l’incanto?!
torna qui tra i ranghi tuoi, e riunisciti al codazzo,
t’acquieti e rientri oppur’ t’amm...!


Qualcuno s’accorge del fatto:
Prodigio dei miei occhi! guardate!
com’è che quel s’avanza oltre la fine?
e dov’è la strada? e dov’è il confine?!


Il Guardiano ai pochi che hanno visto:
Non si varca alcun confine, quello è solo un bell’inganno;
è successo pur’anche quell’altr’anno...
e se i miti poi traballan, Dio protegga il suo figliolo,
con la lor grandezza, certo quei lo schiacceranno.


Anche altri, però si accorgono, e questa volta son tanti:
Ma l’han visto poi già tutti? come ch’esce e poi si rentra?
ma davvero si può fare? davver’ più in la si può anche andare?!...


Il Guardiano a questo punto, rivolto alle masse:
Omaggiamo il campione vi dico, ch’era figlio d’un Dio l’ho detto,
a chi l’ha già sentito, e dalla forza dei Miti lungamente l’è sorretto.
Quel che è stato era già scritto, e per la grazia che Iddio c’ha regalato,
un nuovo Mito noi aggiungiamo, tutt’insiem’ vi dico... a questo prato.


L'Uomo oltre il confine:
Non v’è ragione per segnar confini,
non più di quanta ve ne sia per superarli.
Dal gran gioco siam’ sedotti,
di sollevarci Miti tutt’intorno e d’ammirarli,
e non vediam’ l'incanto che ci rende schiavi.
Ad ogni uom’ che mitizziamo, il giogo ha vinto,
e s’aggiunge un pezzo a quell’”amabile” recinto.
E pur quell'uomin’ vivi e sognatori che guardavan fieri oltre l’immenso,
pretendiam’ che stian’ ben vigili a marcar la nostra soglia...
Il cuor non doglia se pur’anche la bellezza, ch’è la figlia dell’immenso,
in quel’ scompare triste, rifuggendo il senso.
Non ci resta allora che un Guardiano
che ci amministri i Miti e che c’illuda di guardar lontano.


Il Guardiano radunando le masse:
Omaggiate quel pio vate,
parole sante son le sue, che ci spingono lontano,
e per quel dono Iddio poi ringraziate,
d’un nuovo Mito da scoprir, passando piano.
Or’ rinserrate, ch’ad altri Miti
il cuor cortese conduciamo, e proseguiamo…


https://soundcloud.com/i-miti-e-il-guardiano-dei

venerdì 15 luglio 2016

il canto


Non do peso agli uomini
che parlano in nome di dio,
e mi rinfranco di sentire,
infondo al cuore, anima mia,
che da quelle grigie e scure
e sterili prigioni,
anche quel dio è fuggito via.

Scorgo con gioia, invece,
coloro che parlan per se stessi,
e m'è gaudio l'incontrarli,
qual flauti dolci e solitari,
lungo i sentieri o pei torrenti
che sciolgon strofe ai venti
o che rimbrottan temporali.

E' da questi che si nasce
fresco e limpido, talvolta
e commovente il canto,
di quell'io che non ha tempo
d'esser dio per chi ne ha vanto.


https://soundcloud.com/il-canto 

domenica 3 luglio 2016

storie


Il confine d'ogni io è un orizzonte,
e l'orizzonte è un cerchio, 
ma un cerchio inesistente,
oltre quel cerchio non esiste niente.

Di quel cerchio ogni io dimora al centro,
e vede il tutto fuori, e sente il vuoto dentro,
e di come tutto ha inizio non ha più memoria,
ne' di come ha fine conosce già la storia,

e chissà perchè, se per paura o nostalgia,
o pe'l segreto desiderio, che lo porta altrove,
d'esser poco o niente più che spettatore, 
l'io si dimena ogni momento e fugge via.

Ma per lontano che si spinga
giù nella valle o fin più su del monte,
e per quanto in cuor s'affanni e strugge,
sempre quel valico gli sfugge.

Or sugli spalti si nasconde,
fra mille cori e mille trombe,
or s'accartoccia tra la gente
che soffia al vento e conta l'onde.

Ma più l'aggradan quei segreti
che sboccian dolci tra le foglie,
e poi s'intreccian tra le spine
e al cel si slancian... son le storie.

In esse l'io si perde e 'più non vuole,
poiché in ciascuna nasce,
poiché in ciascuna muore,

quando alla valle volge il guardo
e dalla valle ancora al monte,
finchè s'accorge che si perde
pursempre dentro il suo orizzonte.

https://soundcloud.com/storie

domenica 22 maggio 2016

il viandante sulla strada del tempio


Percorrendo un antico sentiero, tra i prati fioriti e gli ombrosi uliveti, un viandante incontrò un uomo stranamente vestito, con un nugolo di bimbi curiosi che gli andavano appresso, ciacolando e scherzando sotto voce tra loro.
Procedevano a passo svelto quando la curiosità del viandante proruppe:

  • Dove andate buon'uomo, con questi allegri fanciulli?
  • Andiamo al tempio.
  • Al tempio... e perché, cosa fate al tempio?
  • C'è la dottrina, il catechismo, dobbiamo tramandare il rito e insegnare ai bambini la parola di Dio.
  • La parola di Dio... e chi è, se posso, questo Dio?
  • Mi chiedi chi è Dio? Dio è colui che ha creato tutto, e che con immenso amore governa tutto.
  • Amore... i bambini... "sono" loro la parola di Dio!
  • No... cioè si, Dio ama i bambini, lo ha anche scritto nei libri sacri, è per questo che dobbiamo educarli, e prima scoprono quanto Dio li ama meglio è per loro.
  • Per loro... libri “sacri”?
  • Si, li ha scritti Dio, suggerendoli ai cuori di alcuni uomini che lo hanno ascoltato, e che poi li hanno scritti, per noi tutti, per salvarci.
  • Salvarci... e da cosa?
  • Salvarci dai nostri peccati, dalle nostre debolezze, e dal peccato che l'uomo porta da sempre con se.
  • Peccati... e come sapete che era proprio "lui" a suggerire quei libri?
  • Eh, lo hanno detto loro, lo sanno tutti, e poi si capisce, basta leggere i libri per capirlo, leggili, te ne prego.
  • Tutti... quindi se li leggo posso capirlo, tutti possono capirlo? insomma, se qualcuno avesse aggiunto o tolto qualcosa alla parola di Dio, lo capirei? voi lo capireste? ve ne accorgereste?
  • Devi avere fede amico mio, e te ne accorgerai.
  • Fede... è scritto anche questo nei libri?
  • Si certo, questo è alla base di tutto!
  • Alla base... e se fosse un concetto posticcio, o se avesse in realtà un significato diverso?
  • Lo senti col cuore che è giusto, non puoi sbagliarti, è giusto anche farsi domande, ma tu ascolta il tuo cuore!.
  • Cuore... quindi se domani stampassero il libro stravolgendo quella frase, e magari tante altre, tu non continueresti a riconoscere in quel libro la parola di Dio?
  • No certo, ma poi chi mai oserebbe farlo?!
  • E se qualcuno lo facesse, che fine farebbe allora la parola di Dio?
  • Ormai la conosciamo, e comunque Dio troverebbe il modo di farcela arrivare, bisogna avere fede in Dio.
  • Ormai... ma dovrebbe prima darti il modo di riconoscerla la sua parola, non sei d'accordo? altrimenti parlerebbe a vuoto, o parlerebbero altri e tu li scambieresti per lui.
  • Certo, egli può tutto, e ci vuole bene, e ci ha dato i talenti per ascoltarlo.
  • Ma perché tu possa riconoscerla, dovresti... già conoscerla, dovrebbe Dio averla già suggerita anche al tuo cuore, non credi? Non si può "ri-conoscere" senza prima "conoscere", e tu non sei forse già oggi capace di riconoscerla?
  • Si, lo sono.
  • E dimmi, riconosceresti come parola di Dio il comandamento d'instillare nei bambini il senso di colpa, la paura e la fedeltà cieca al potere?
  • Ma Dio non lo farebbe mai! Dio è buono!
  • E riconosceresti come parola di Dio un qualunque "comandamento"?
  • Mah, se è giusto si, e se Dio lo comanda deve essere giusto, insomma, Dio è Dio, e ci ha dato già i suoi comandamenti, dovresti leggerli... ma dove sono i bambini? mi hai distratto, li ho persi!
  • Li hai persi... ma stai tranquillo, loro non si sono persi, non ancora, stanno giocando lì su quel prato di fiori, all'ombra di quegli ulivi, vedi?
  • Ah eccoli, meno male!
  • Io dico che il loro tempio l'han già trovato... e guarda, c'è qualcuno che sta parlando con loro, anzi, in verità sembra che li stia ascoltando...
  • Ma chi è che sta parlando con loro? Devo recuperarli subito, non c'è tempo, dobbiamo andare.
  • Andare dici... hai ragione amico mio, non c'è più tempo... fa' buon viaggio.

Il viandante, con un po' di nostalgia, osservando quei bimbi sollevarsi dal prato, riprese la sua strada.
I bimbi ripresero la strada dell'uomo stranamente vestito, e l'uomo stranamente vestito riprese la strada del tempio.

  • Con chi stavate parlando bambini?
  • Era un viandante, padre, un viandante.

Molti in futuro si persero...
Qualcuno tornò sul sentiero, e si fermò ancora in quel punto e sbirciò, rimembrando, quel prato odoroso e quelle fronde d'argento...
Poi con coraggio, sussurrando parole mai udite al suo cuore, si rimise in cammino.