venerdì 30 gennaio 2015
magie per utopie
Se gli uomini dessero più importanza
ai sogni, alle avventure e alle magie,
come l'ombre dal mattin ruggente
fuggirebber tristi musi, vuote noie ed utopie.
https://soundcloud.com/magie-per-utopie
domenica 11 gennaio 2015
giovedì 18 dicembre 2014
infiniti orizzonti
è incrocio silente
d'infiniti orizzonti,
ricordo e promessa
d'albe rosa e tramonti.
Ogn'istante, nel tempo,
è remota sorgente
di sognanti racconti,
promessa e ricordo
d'abbraccianti momenti.
https://soundcloud.com/infiniti-orizzonti
domenica 7 dicembre 2014
mattoncini
Tuttavia, se tanti ci stanno perfettamente incastrati, qualche mattone decisamente non ci sta...
venerdì 5 dicembre 2014
gotica
che nel cuor porta l'uomo
è il suo cieco vedere,
il suo sordo sentire,
l'ignaro e incosciente sapere
ch'ogni cosa che vede, che sente
o che ha impression di capire
è sospiro incessante
e profondo d'un cuore
che incede e a ogni battito
cede all'amato mister.
https://soundcloud.com/gotica
martedì 2 dicembre 2014
principi...
della bella addormentata
siamo tutti...
domenica 16 novembre 2014
qualcosa...
oltre il volto sicuro
dell'indifferenza.
Qualcosa si cela
oltre il silenzio
di tutto ciò che sfiora
i miei sensi,
le mie emozioni.
Presente illazione
alla più fredda illusione,
e il buio l'avvolge,
e qualcosa traspare.
lunedì 27 ottobre 2014
limiti
ciò che non riesce a immaginare,
poiché ignaro è della spiaggia
l'occhio che non vede il mare.
E come all'onda che non s'alza
il cuor non riesce di cullare,
sul mondo invano l'uomo avanza
se non s'accorge... di sognare.
https://soundcloud.com/limiti
giovedì 16 ottobre 2014
della mucca o della lupa
d'abbandonar si chiede il seno
dell'avara mucca Europa,
per tornare a lacrimare pian
da vecchia mamma Lupa...
perché lo fanno?
Io non lo so, ma voglio fare l'ipotesi peggiore: essendo essi parte di un sistema malfamato, (come del resto tanti altri partiti o leader fantoccio in circolazione, anche se magari in maniera diversa e con altro ruolo) vogliono che gli italiani si diano da soli il definitivo colpo di scure.
Tanto lo sanno i nostri signori che gli italiani sono un branco di pecoroni disinformati, e che voteranno, per paura e per demenza, di restare all'ombra della mucca.
E anche se così non fosse, se votassero per uscirne, non arriverebbero comunque a capire che il problema non è il nome, bensì la semplice proprietà e natura della moneta, e quindi cadrebbero facilmente nella successiva trappola... qualunque essa sia.
E' evidente che per avere una speranza di felicità l'unica possibilità rimasta è uscire immediatamente da questa stretta mortale, ma non servirebbe assolutamente a nulla se a ciò non seguisse una moneta di proprietà del popolo!
La moneta deve essere solo un mezzo di scambio, non può avere un valore "in moneta" superiore al prezzo che costa produrla (e la moneta digitale non costa ormai praticamente niente) e non può appartenere a un privato che non dovrebbe neppure avere il compito di stamparla, e che per di più pretende anche assurdi e grotteschi interessi sul nulla!
Siamo al paradosso che l'intera società è ormai schiava dell'amministratore di una stampante virtuale!
Come al solito l'unico debito reale e tangibile è un debito culturale, anzi no, coscienziale!
Cosa vogliamo fare adesso?
Vogliamo calarci tutti nel triste campo da gioco per idioti che ci hanno accuratamente preparato, gli uni inneggiando alla morte per fame e gli altri reclamando la morte per sete, ognuno con le bandierine e gli slogan del proprio miserrimo partito o movimento?
Oppure vogliamo svegliarci, fare due più due e una volta tanto pretendere che faccia cinque? perché deve fare assolutamente cinque!
Che la mucca allatti i vitellini!
Che la lupa avvezzi i lupacchiotti!
Noi siamo uomini!
lunedì 13 ottobre 2014
domenica 5 ottobre 2014
bagliori nascenti... "al mio amico Philip"
Non so perché ma sta sera il mio pensiero va a lui.
Ciao Philip!
Io t'immagino oltre questi grigi orizzonti,
nella timida aurora d'un antico presente.
E sento il fragore del rullo che scorre,
il nastro che trema al cospetto del segno
che avanza, e la lettera impassibile e fiera
che affonda impietosa e lo schiaccia...
E cercando una storia nell'assurdo che incalza
io m'accorgo che a ogn'ora il presente,
con eterna costanza, produce la stessa
impalpabile, sterile e inutil sostanza:
"che tutto normal sembra all'uomo che affonda,
se s'affonda in un mar che sul cuor non ha sponda".
E sui simboli tristi dei templi moderni,
e sui quadri mai sbiechi d'un mondo che gronda,
io sento il tuo cuore che affonda, proprio ora,
nei bagliori nascenti d'una timida aurora...
giovedì 18 settembre 2014
orizzonti sospesi
Dovrà morire ogni speranza!
Vuoi o non vuoi, anche il più ricco
dei giardini dovrà ceder' all'istanza no?
'che il deserto immoto, invero avanza.
Già una foglia abbraccia il vento e danza...
Dovran rinascer fiori prima o poi.
Finanche nel più arido dei cuori,
una goccia ch'è una goccia
pur dal cielo dovrà scender no?
...che una rondine sul mar, tosto s'avanza.
https://soundcloud.com/orizzonti-sospesi
lunedì 15 settembre 2014
una triste storia...
...ma il popolo
è attratto e confuso
dai sorrisi sgargianti
e i vezzi opulenti
dei cortigiani.
Un bambino ha parlato.
Il papà l'ha sgridato...
venerdì 12 settembre 2014
ogni uomo
nel profondo del suo cuore.
In ogni uomo il paradiso
è storia in cerca d'un autore.
sabato 6 settembre 2014
manifesto poetico della società imperfetta
Tu, società imperfetta, non sei che un sogno,
un sogno avvolto da nubi e soffocato da nebbie,
un sogno dimenticato fra i mille sogni persi
o ancor sognati d'un sognator distratto.
Ma io volli sognarti ancora amica mia,
e renderti l'onor che un tempo
uomini dal cuor più lieve ti rendevan,
...pria che li soffiasse il vento.
Per far questo lontan dovetti andare,
lontano dai tuoi porti festosi,
dalle tue piazze brulicanti di colori,
dalle strade di canti, musica
e parol' fresche grondanti,
e dai sorrisi trasparenti
come rondini dall'ali d'aria chiara,
come delfini d'ombra d'orizzonte,
unicorni di gentil rugiada.
Un cavalier mi disse un giorno
d'esser stato in una terra
vuota come un masso grigio,
arida come un cielo di gabbiani urlanti,
triste come un sorriso di serpente
alla sua coda avvinto,
e da quella terra mi contò
d'averti infin sognata, chiara
come l'occhio del giaguaro
nella notte scura.
In quella notte ancor io vago,
e cerco e scrivo, e a quel sogno schivo
il cuore accosto e mi rammento
d'esser stato un tempo franco dall'incanto
che perfetto stringe il mondo intero.
Ogni cosa qui s'incastra e ruota
al gir dell'acqua cheta,
e come un mulin che mai s'acquieta,
mentre gira e gira e ruota
nel Lete mota e immota annega.
Dimenticar dovetti allora,
e con me doveron tutti,
com'ogni solco che compar fugace,
e poi scompare in quei gran flutti.
E se ora vedo solo l'ombra d'un baglior nascente,
nella notte scura volentier m'annego amica mia,
e sogno l'occhi d'un giaguar ruggente,
e aspetto il vento, e che non sia clemente!
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| sognando la società imperfetta |
mercoledì 3 settembre 2014
l'uomo patrimonio dell'umanità
E' paradossale che l'uomo, dopo aver creato una cosa chiamata U.N.E.S.C.O. e aver deciso ch'essa valuti e sigilli l'importanza d'ogni cosa, fuorchè essa stessa fra le cose, chieda a questa cosa di dichiarare l'uomo patrimonio dell'umanità, ovvero patrimonio di quella cosa ch'è sostanza del cuor dell'uomo.
Qualcosa dovrebbe quindi asserire che l'uomo è patrimonio del suo cuore... ma l'uomo è il suo cuore! ...o l'uomo non è uomo!
venerdì 29 agosto 2014
il fil dell'aquilone
Nel mondo c'è chi urla
e chi in silenzi oscur si burla,
c'è chi dorme fra le righe
e chi dondola nell'aria
come i chicchi sulle spighe,
c'è chi intona una canzone
e chi perso fra le note
cerca il fil dell'aquilone...
https://soundcloud.com/il-fil-dellaquilone
sabato 23 agosto 2014
il giardino dei sogni
Ed Io volle creare i fiori,
e poiché crescesser,
sbocciasser e stesser ben saldi,
ai loro piedi la terra tenace incastrò.
Quella terra io chiamo realtà,
ch'ogni sogno che da essa protende
è fior che si streccia e s'innalza
e poi candido sboccia
nel giardin delle mille beltà.
martedì 19 agosto 2014
piume d'aquila
Dimmi Ricordo,
dimmi dove
o mite Ricordo
l'aquila ardita
incontra e s'accorge
dell'aquila amica,
e unite s'avvingon
nel gioco dell'arie
e sconfiggon le storie
che nascon e passan
e tornan finite...
Dimmi dove o Ricordo,
dimmi dove il tuo
inverno è più mite.
domenica 10 agosto 2014
i migliori e i peggiori
Voglio dedicare queste quattro parole a tutti coloro che si sentono migliori degli altri, e nondimeno a tutti coloro che si senton peggiori.
Già perché, per quanto appaian lontani, non c'è una fondamentale differenza tra i due stati d'animo.
Esser migliori o peggiori è possibile solo in funzione di obbiettivi contrastanti e dell'ambizione che spinge a concorrere per ottenerli, insomma bisogna prima mettersi d'accordo sul gioco al quale si vuole giocare.
Che gioco è allora la vita?
È evidente che chi pensa d'esser migliore di altri valuta se stesso e gli altri in funzione di una sua personale interpretazione del mondo, o al limite con l'interpretazione personale di chi manifesta di ritenersi peggiore di lui.
Chi crede d'esser peggiore poi fa esattamente la stessa cosa, riducendo e giudicando la propria esistenza e quella degli altri all'interno di binari ben precisi.
Ma chi può dire e vantar di sapere su quali precisi binari scorra il treno dell'esistenza?
Per giudicare due oggetti l'uno in funzione dell'altro v'è un presupposto fondamentale: essi devono necessariamente avere qualcosa in comune, altrimenti non è possibile alcun confronto, e che cosa accomuna profondamente gli uomini se non quello spazio, più o meno vuoto o vagamente pieno, nel capitolo che narra il senso della propria esistenza?
In cosa allora un uomo è migliore d'un altro?
E chi soprattutto, intrapresa questa "ricerca", direbbe mai d'esser migliore o peggiore d'un altro?
Ognuno ha la sua strada davanti a se e ognuno potrà osservare se stesso e chiedersi se, e come l'abbia o meno percorsa.
Forse l'unica sostanziale e significativa differenza apprezzabile tra uomo e uomo è quella che divide ed unisce al contempo, come un fiume che scorre tra due sponde che mai si toccheranno ma che sempre dovranno al fiume la loro esistenza, l'uomo che "cerca" la propria strada e l'uomo che "crede" d'averla trovata, l'uomo che coltiva il giudizio e l'uomo che giudica. Forse...
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