venerdì 3 febbraio 2017
Phuwiy'el
Foglia d'oro e di mille ricordi,
sul canto del lupo t'adagi e t'accordi.
L'immenso è la strada che scrivi,
e che scrivendo percorri.
Sei tu l'aria che indugia sui fiori,
sei tu l'aria che sfiora i germogli.
lunedì 26 dicembre 2016
Fede, Speranza e Amore... un percorso di Libertà
Coltivare la Speranza... non rassegnarsi all'idea che questa vita sia ormai persa, e che non ci sia posto per ciò che siamo davvero.
Essere l'Amore... cercare la gioia e lasciare che sbocci, dentro e fuori di noi, "liberando" ogni cosa, e avendo a cuore il tutto.
domenica 11 dicembre 2016
verdi perenni
Lasciai venir tutto,
e tutto, venendo, andar via.
Quel che m'era più caro
con quel che più m'era amaro.
Fui foglia rapita e fui vento,
gioia viva m'accorsi, e tormento.
Cosa posso ancor dare? mi chiesi...
Il silenzio non tacque
e il fragore non disse.
Io m'alzai come brezza
sopra i verdi perenni,
e un flebile canto divenni,
di struggente dolcezza.
...l'universo intero, mi dissi,
per un momento di bellezza.
sabato 3 dicembre 2016
referendum referendum
Referendum referendum!
Per cancellare il referendum,
abbiamo indetto il referendum!
Venite in tanti, amici,
a festeggiare il referendum!
Vota vota e vota più!
Son tre governi, amici,
che pigolate a becco in su!
Vi proponiamo di votare allora,
...per non votare più!
Venite in tanti gente,
che di cambiar vi s'acconsente,
codesta trappola indecente
che imbriglia cuor, spirito e mente!
lunedì 5 settembre 2016
umanità
È una delle parole più belle che conosco.
Si può dire che l'umanità sia un grande abbraccio che raccoglie in se tutti gli uomini dell'universo, del presente, del passato e del futuro.
Si può dire che l'umanità sia un grande abbraccio che raccoglie in se tutti gli uomini dell'universo, del presente, del passato e del futuro.
L'umanità non ha tempo e non ha spazio, è sconfinata e incontenibile, eppur non si lamenta di starsene tutta intera dentro un piccolo cuoricino. Essa non è frazionabile, e neppure in alcun modo accrescibile, piuttosto è accessibile, ma non nella misura del tempo e dello spazio.
Come essa comprende in se tutti i cuori degli uomini, così ogni uomo può accogliere tutta l'umanità nel suo piccolo cuore.
Il concetto di umanità è una visione completa e stupenda, chiara e perfetta.
L'umanità è ciò che comprende tutti gli uomini che abbiano almeno un briciolo di umanità nel loro cuore, e ogni briciolo di umanità è tutta l'umanità.
Voglio dirlo di nuovo: l'umanità è la somma di tutti i cuori degli uomini contenuta nel cuore d'ogni singolo uomo.
Solo pronunciare questa parola dovrebbe cambiarci definitivamente la vita, svegliarci dal nostro delirante sonno, scuotere le fondamenta delle nostre prigioni.
L'umanità è la più grande e la più piccola delle cose, la più vicina e la più lontana, la più inafferrabile e la più immanente...Se ascoltate il vostro cuore
voi custodite l'umanità,
ma se tentate di governarlo
come una rondine lei fuggirà.
giovedì 4 agosto 2016
i Miti e il Guardiano dei confini del mondo
Su un’insegna, presso i confini del mondo:
Benvenuti a questo mondo, ed alle mille sue bellezze,
alla storia e alle conquiste, ed alle mille sue stranezze.
Benvenuti a voi curiosi, che approdate a queste spiagge
e v’accostate alle grandezze come miti genti sagge.
Ogni cosa qui è al suo posto, e per voi la preserviamo
purché abbiate a cuor la legge, ch’ogni cosa ha il suo guardiano.
S’ode la voce del Guardiano, rivolto alle masse:
Vi condurrò lungo i sentieri dei giardini dell'incanto,
presso i confini luccicanti del mirabil mondo,
e se saprete bene voi ascoltare,
quel che i Miti diranno, a tutti noi potrà giovare...
ma restatevi uniti e procedete pazienti qui al mio fianco.
Noncurante delle parole del Guardiano,
un uomo esce dalle righe e varca, curioso, quel confine.
Il Guardiano all’uomo, sotto voce:
Sui confini del mondo mi vaghi,
cosa credi tu d’esser? cosa cerchi in quei prati?
non lo vedi? che mi turbi tu l’incanto?!
torna qui tra i ranghi tuoi, e riunisciti al codazzo,
t’acquieti e rientri oppur’ t’amm...!
Qualcuno s’accorge del fatto:
Prodigio dei miei occhi! guardate!
com’è che quel s’avanza oltre la fine?
e dov’è la strada? e dov’è il confine?!
Il Guardiano ai pochi che hanno visto:
Non si varca alcun confine, quello è solo un bell’inganno;
è successo pur’anche quell’altr’anno...
e se i miti poi traballan, Dio protegga il suo figliolo,
con la lor grandezza, certo quei lo schiacceranno.
Anche altri, però si accorgono, e questa volta son tanti:
Ma l’han visto poi già tutti? come ch’esce e poi si rentra?
ma davvero si può fare? davver’ più in la si può anche andare?!...
Il Guardiano a questo punto, rivolto alle masse:
Omaggiamo il campione vi dico, ch’era figlio d’un Dio l’ho detto,
a chi l’ha già sentito, e dalla forza dei Miti lungamente l’è sorretto.
Quel che è stato era già scritto, e per la grazia che Iddio c’ha regalato,
un nuovo Mito noi aggiungiamo, tutt’insiem’ vi dico... a questo prato.
L'Uomo oltre il confine:
Non v’è ragione per segnar confini,
non più di quanta ve ne sia per superarli.
Dal gran gioco siam’ sedotti,
di sollevarci Miti tutt’intorno e d’ammirarli,
e non vediam’ l'incanto che ci rende schiavi.
Ad ogni uom’ che mitizziamo, il giogo ha vinto,
e s’aggiunge un pezzo a quell’”amabile” recinto.
E pur quell'uomin’ vivi e sognatori che guardavan fieri oltre l’immenso,
pretendiam’ che stian’ ben vigili a marcar la nostra soglia...
Il cuor non doglia se pur’anche la bellezza, ch’è la figlia dell’immenso,
in quel’ scompare triste, rifuggendo il senso.
Non ci resta allora che un Guardiano
che ci amministri i Miti e che c’illuda di guardar lontano.
Il Guardiano radunando le masse:
Omaggiate quel pio vate,
parole sante son le sue, che ci spingono lontano,
e per quel dono Iddio poi ringraziate,
d’un nuovo Mito da scoprir, passando piano.
Or’ rinserrate, ch’ad altri Miti
il cuor cortese conduciamo, e proseguiamo…
https://soundcloud.com/i-miti-e-il-guardiano-dei
venerdì 15 luglio 2016
il canto
Non do peso agli uomini
che parlano in nome di dio,
e mi rinfranco di sentire,
infondo al cuore, anima mia,
che da quelle grigie e scure
e sterili prigioni,
anche quel dio è fuggito via.
Scorgo con gioia, invece,
coloro che parlan per se stessi,
e m'è gaudio l'incontrarli,
qual flauti dolci e solitari,
lungo i sentieri o pei torrenti
che sciolgon strofe ai venti
o che rimbrottan temporali.
E' da questi che si nasce
fresco e limpido, talvolta
e commovente il canto,
di quell'io che non ha tempo
d'esser dio per chi ne ha vanto.
https://soundcloud.com/il-canto
domenica 3 luglio 2016
storie
Il confine d'ogni io è un orizzonte,
e l'orizzonte è un cerchio,
ma un cerchio inesistente,
oltre quel cerchio non esiste niente.
Di quel cerchio ogni io dimora al centro,
e vede il tutto fuori, e sente il vuoto dentro,
e di come tutto ha inizio non ha più memoria,
ne' di come ha fine conosce già la storia,
e chissà perchè, se per paura o nostalgia,
o pe'l segreto desiderio, che lo porta altrove,
d'esser poco o niente più che spettatore,
l'io si dimena ogni momento e fugge via.
Ma per lontano che si spinga
giù nella valle o fin più su del monte,
e per quanto in cuor s'affanni e strugge,
sempre quel valico gli sfugge.
Or sugli spalti si nasconde,
fra mille cori e mille trombe,
or s'accartoccia tra la gente
che soffia al vento e conta l'onde.
Ma più l'aggradan quei segreti
che sboccian dolci tra le foglie,
e poi s'intreccian tra le spine
e al cel si slancian... son le storie.
In esse l'io si perde e 'più non vuole,
poiché in ciascuna nasce,
poiché in ciascuna muore,
quando alla valle volge il guardo
e dalla valle ancora al monte,
finchè s'accorge che si perde
pursempre dentro il suo orizzonte.
https://soundcloud.com/storie
domenica 22 maggio 2016
il viandante sulla strada del tempio
Percorrendo un antico sentiero, tra i prati fioriti e gli ombrosi uliveti, un viandante incontrò un uomo stranamente vestito, con un nugolo di bimbi curiosi che gli andavano appresso, ciacolando e scherzando sotto voce tra loro.
Procedevano a passo svelto quando la curiosità del viandante proruppe:
- Dove andate buon'uomo, con questi allegri fanciulli?
- Andiamo al tempio.
- Al tempio... e perché, cosa fate al tempio?
- C'è la dottrina, il catechismo, dobbiamo tramandare il rito e insegnare ai bambini la parola di Dio.
- La parola di Dio... e chi è, se posso, questo Dio?
- Mi chiedi chi è Dio? Dio è colui che ha creato tutto, e che con immenso amore governa tutto.
- Amore... i bambini... "sono" loro la parola di Dio!
- No... cioè si, Dio ama i bambini, lo ha anche scritto nei libri sacri, è per questo che dobbiamo educarli, e prima scoprono quanto Dio li ama meglio è per loro.
- Per loro... libri “sacri”?
- Si, li ha scritti Dio, suggerendoli ai cuori di alcuni uomini che lo hanno ascoltato, e che poi li hanno scritti, per noi tutti, per salvarci.
- Salvarci... e da cosa?
- Salvarci dai nostri peccati, dalle nostre debolezze, e dal peccato che l'uomo porta da sempre con se.
- Peccati... e come sapete che era proprio "lui" a suggerire quei libri?
- Eh, lo hanno detto loro, lo sanno tutti, e poi si capisce, basta leggere i libri per capirlo, leggili, te ne prego.
- Tutti... quindi se li leggo posso capirlo, tutti possono capirlo? insomma, se qualcuno avesse aggiunto o tolto qualcosa alla parola di Dio, lo capirei? voi lo capireste? ve ne accorgereste?
- Devi avere fede amico mio, e te ne accorgerai.
- Fede... è scritto anche questo nei libri?
- Si certo, questo è alla base di tutto!
- Alla base... e se fosse un concetto posticcio, o se avesse in realtà un significato diverso?
- Lo senti col cuore che è giusto, non puoi sbagliarti, è giusto anche farsi domande, ma tu ascolta il tuo cuore!.
- Cuore... quindi se domani stampassero il libro stravolgendo quella frase, e magari tante altre, tu non continueresti a riconoscere in quel libro la parola di Dio?
- No certo, ma poi chi mai oserebbe farlo?!
- E se qualcuno lo facesse, che fine farebbe allora la parola di Dio?
- Ormai la conosciamo, e comunque Dio troverebbe il modo di farcela arrivare, bisogna avere fede in Dio.
- Ormai... ma dovrebbe prima darti il modo di riconoscerla la sua parola, non sei d'accordo? altrimenti parlerebbe a vuoto, o parlerebbero altri e tu li scambieresti per lui.
- Certo, egli può tutto, e ci vuole bene, e ci ha dato i talenti per ascoltarlo.
- Ma perché tu possa riconoscerla, dovresti... già conoscerla, dovrebbe Dio averla già suggerita anche al tuo cuore, non credi? Non si può "ri-conoscere" senza prima "conoscere", e tu non sei forse già oggi capace di riconoscerla?
- Si, lo sono.
- E dimmi, riconosceresti come parola di Dio il comandamento d'instillare nei bambini il senso di colpa, la paura e la fedeltà cieca al potere?
- Ma Dio non lo farebbe mai! Dio è buono!
- E riconosceresti come parola di Dio un qualunque "comandamento"?
- Mah, se è giusto si, e se Dio lo comanda deve essere giusto, insomma, Dio è Dio, e ci ha dato già i suoi comandamenti, dovresti leggerli... ma dove sono i bambini? mi hai distratto, li ho persi!
- Li hai persi... ma stai tranquillo, loro non si sono persi, non ancora, stanno giocando lì su quel prato di fiori, all'ombra di quegli ulivi, vedi?
- Ah eccoli, meno male!
- Io dico che il loro tempio l'han già trovato... e guarda, c'è qualcuno che sta parlando con loro, anzi, in verità sembra che li stia ascoltando...
- Ma chi è che sta parlando con loro? Devo recuperarli subito, non c'è tempo, dobbiamo andare.
- Andare dici... hai ragione amico mio, non c'è più tempo... fa' buon viaggio.
Il viandante, con un po' di nostalgia, osservando quei bimbi sollevarsi dal prato, riprese la sua strada.
I bimbi ripresero la strada dell'uomo stranamente vestito, e l'uomo stranamente vestito riprese la strada del tempio.
- Con chi stavate parlando bambini?
- Era un viandante, padre, un viandante.
Molti in futuro si persero...
Qualcuno tornò sul sentiero, e si fermò ancora in quel punto e sbirciò, rimembrando, quel prato odoroso e quelle fronde d'argento...
Poi con coraggio, sussurrando parole mai udite al suo cuore, si rimise in cammino.
venerdì 22 aprile 2016
bikini Bikini
Bombe nucleari che prendono il sole sulla spiaggia di un'isola che non c'è più.
Diavoli sterminatori venduti per angeli della pace.
Spaventapasseri mediatici, consiglieri del male minore.
Messaggeri di morte telecomandati da tristi uomini addormentati.
Ciniche calcolatrici parlanti, e tanto di meno e niente di più.
Questo è il mondo in cui viviamo, nel riassunto di una lezione di John Pilger all'Università di Sydney.
Ho girato delle riprese nelle Isole
Marshall, che si trovano a nord dell’Australia, nel mezzo dell’Oceano
Pacifico. Ogni volta che ho raccontato dov’ero stato mi è stato chiesto:
“Dov’è quel posto?” Offro un’indicazione citando “Bikini”; mi dicono
“Intendi il costume da bagno?”
Pochi sembrano sapere che il costume
bikini ha preso il nome dalla celebrazione delle esplosioni nucleari che
distrussero l’Isola di Bikini. Nelle Isole Marshall, tra il 1946 e il
1958, furono fatte esplodere dagli Stati Uniti sessantasei bombe
atomiche, l’equivalente di 1,6 bombe di Hiroshima al giorno, per dodici
anni.
Bikini oggi tace, deformata e
contaminata. Le palme crescono in una strana formazione a reticolo.
Nulla si muove. Non ci sono uccelli. Le lapidi nel vecchio cimitero
brulicano di radiazioni. Le mie scarpe hanno prodotto un segnale di
“pericolo” su un contatore Geiger.
In piedi sulla spiaggia ho osservato il
verde smeraldo del Pacifico svanire in un vasto buco nero. Era il
cratere lasciato dalla bomba all’idrogeno chiamata “Bravo”. L’esplosione
ha avvelenato le persone e il loro ambiente per centinaia di miglia,
forse per sempre.
Lungo il mio viaggio di ritorno mi sono fermato all’aeroporto di Honolulu e ho notato una rivista statunitense chiamata Women’s Health [Salute
delle donne]. Sulla copertina c’era una donna sorridente in bikini e il
titolo: “Anche tu puoi avere un corpo da bikini”. Alcuni giorni prima,
nelle Isole Marshall, avevo intervistato donne che avevano “corpi da
Bikini” diversi; ognuna di loro aveva sofferto di cancro alla tiroide e
di altri cancri potenzialmente mortali.
Diversamente dalla donna sorridente
della rivista, tutte loro erano impoverite: vittime e cavie da
laboratorio di una superpotenza rapace che oggi è più pericolosa che
mai.
Riferisco questa esperienza come
ammonimento e per interrompere una distrazione che ha consumato così
tanti di noi. Il fondatore della propaganda moderna, Edward Bernays, ha
descritto questo fenomeno come “la consapevole e intelligente
manipolazione delle abitudini e delle opinioni” delle società moderne.
L’ha chiamato un “governo invisibile”.
Quanti sono consapevoli che è iniziata
una guerra mondiale? Al momento è una guerra di propaganda, di menzogne e
distrazione, ma può cambiare istantaneamente con il primo ordine
sbagliato, con il primo missile.
Nel 2009 il presidente Obama era di
fronte a una folla adorante nel centro di Praga, nel cuore dell’Europa.
Se impegnò a rendere “il mondo libero da armi nucleari”. La gente
esultava e alcuni piangevano. Dai media è fluito un torrente di
stereotipi. Successivamente a Obama è stato assegnato il Premio Nobel
per la Pace.
Era tutto falso. Mentiva.
L’amministrazione Obama ha fabbricato
altre armi nucleari, altre testate nucleari, altri sistemi di lancio,
altre fabbriche nucleari. La sola spesa in testate nucleari è cresciuta
più sotto Obama che sotto qualsiasi presidente statunitense. Il costo in
trent’anni è stato superiore a un trilione di dollari.
Ci sono piani per una mini bomba
atomica. E’ nota come B61 Model 12. Non c’è mai stato nulla di simile.
Il generale James Cartwright, ex vicepresidente dei Capi di Stato
Maggiore Riuniti, ha affermato: “Diventando più piccola [l’uso di questa
atomica] è più concepibile”.
Negli ultimi diciotto mesi sta avendo
luogo il maggior accumulo di forze militari dopo la seconda guerra
mondiale – guidato dagli Stati Uniti – lungo la frontiera occidentale
della Russia. Da quando Hitler invase l’Unione Sovietica forze straniere
non hanno mai costituito una simile minaccia dimostrabile contro la
Russia.
L’Ucraina – un tempo parte dell’Unione
Sovietica – è diventata un parco a tema della CIA. Avendo orchestrato un
colpo di stato a Kiev, Washington controlla efficacemente un regime che
è vicino di casa e ostile alla Russia: un regime marcio di nazisti,
letteralmente. Eminenti figure parlamentari in Ucraina sono discendenti
politiche dei famigerati fascisti dell’OUN e dell’UPA.
Lodano apertamente Hitler e chiedono la persecuzione e l’espulsione
della minoranza di lingua russa. Ciò fa raramente notizia in occidente,
oppure è rovesciato per sopprimere la verità.
In Latvia, Lituania ed Estonia – a un
passo dalla Russia – l’esercito statunitense sta dispiegando truppe da
combattimento, carri armati, armi pesanti. Questa provocazione estrema
alla seconda potenza nucleare del mondo incontra il silenzio
dell’occidente.
Ciò che rende la prospettiva di una guerra nucleare persino più pericolosa è una campagna parallela contro la Cina.
Raramente passa un giorno senza che Cina
sia elevata allo status di “minaccia”. Secondo l’ammiraglio Harry
Harris, il comandante USA del Pacifico, la Cina “sta costruendo un
grande muro di sabbia nel Mar Cinese Meridionale”.
Ciò cui si riferisce è la costruzione
cinese di piste d’atterraggio nelle Isole Spratly, che sono oggetto di
una disputa con le Filippine; una disputa senza priorità fino a quando
Washington non ha esercitato pressioni e corrotto il governo di Manila e
il Pentagono ha lanciato una campagna propagandistica chiamata “libertà
di navigazione”.
Che cosa significa realmente questo?
Significa libertà per le navi da guerra statunitensi di pattugliare e
dominare le acque costiere della Cina. Cercate di immaginare la reazione
degli Stati Uniti se navi da guerra cinesi facessero lo stesso al largo
delle coste della California.
Ho girato un documentario intitolato The War You Don’t See [La
guerra che non si vede] in cui ho intervistato giornalisti illustri
negli Stati Uniti e in Gran Bretagna: giornalisti quali Dan Rather della
CBS, Rageh Omar della BBC, David Rose dell’Observer.
Tutti loro hanno affermato che se i
giornalisti e i commentatori televisivi avessero fatto il loro lavoro e
avessero messo in discussione la propaganda che Saddam Hussein possedeva
armi di distruzione di massa, se le bugie di George W. Bush e di Tony
Blair non fossero state amplificate ed echeggiate dai giornalisti,
l’invasione dell’Iraq nel 2003 non avrebbe avuto luogo e centinaia di
migliaia di uomini, donne e bambini sarebbero vivi oggi.
La propaganda che prepara il terreno per
una guerra contro la Russia e/o la Cina non è diversa in linea di
principio. Per quanto ne so, nessun giornalista della “tendenza
dominante” in Occidente – diciamo un equivalente di Dan Rather – chiede perché la Cina stia costruendo piste d’atterraggio nel Mar Cinese Meridionale.
La risposta dovrebbe essere palesemente
ovvia. Gli Stati Uniti stanno circondando la Cina con una rete di basi,
con missili balistici, gruppi da combattimento, bombardieri carichi di
armi atomiche.
Questo arco letale si estende
dall’Australia alle isole del Pacifico, le Marianne e le Marshall e
Guam, fino alle Filippine, alla Tailandia, a Okinawa, alla Corea e
attraverso l’Eurasia fino all’Afghanistan e all’India. Gli Stati Uniti
hanno appeso un cappio attorno al collo della Cina. Questo non fa
notizia. Silenzio dei media; guerra mediatica.
Nel 2015, in grande segretezza, gli USA e
l’Australia hanno inscenato la più grande esercitazione militare
singola aeronavale della storia recente, nota come Talisman Sabre. Lo
scopo consisteva nel provare una Piano di Battaglia Aeronavale,
bloccando vie marittime, come gli Stretti di Malacca e gli Stretti di
Lombok, che tagliano l’accesso della Cina al petrolio, al gas e ad altre
materie prime vitali dal Medio Oriente e dall’Africa.
Nel circo noto come campagna
presidenziale statunitense Donald Trump è presentato come un matto, un
fascista. E’ certamente odioso, ma è anche una figura odiosa mediatica.
Questo, da solo, dovrebbe suscitare il nostro scetticismo.
Le idee di Trump sull’immigrazione sono
grottesche, ma non più grottesche di quelle di David Cameron. Non è
Trump che è il Grande Deportatore dagli Stati Uniti, bensì il Premio
Nobel per la Pace Barack Obama.
Secondo un epico commentatore liberale Trump sta “scatenando le forze oscure della violenza” negli Stati Uniti. Le sta scatenando?
Questo è il paese dove gli infanti
sparano alle loro madri e la polizia conduce una guerra omicida contro
gli statunitensi neri. Questo è il paese che ha attaccato e cercato di
sovvertire più di 50 governi, molti di essi democrazie, e ha condotto
bombardamenti dall’Asia al Medio Oriente, causando la morte e la
spoliazione di milioni di persone.
Nessun paese è in grado di uguagliare
questo record sistemico di violenza. La maggior parte delle guerre
statunitensi (quasi tutte contro paesi indifesi) è stata scatenata non
da presidenti Repubblicani bensì da Democratici liberali: Truman,
Kennedy. Johnson, Carter, Clinton, Obama.
Nel 1947 una serie di direttive del
Comitato per la Sicurezza Nazionale ha descritto lo scopo fondamentale
della politica estera statunitense come “un mondo sostanzialmente fatto a
propria immagine [degli Stati Uniti]”. L’ideologia era un americanismo
messianico. Siamo tutti statunitensi. O peggio per chi non ci sta. Gli
eretici sarebbero convertiti, sovvertiti, comprati, diffamati o
schiacciati.
Donald Trump è un sintomo di questo, ma è
anche un originale. Dice che l’invasione dell’Iraq è stata un crimine;
non vuole entrare in guerra con la Russia e la Cina. Il pericolo per il
resto di noi non è Trump, ma Hillary Clinton. Lei non è un’originale.
Lei incarna la resistenza e la violenza di un sistema il cui vantato “eccezionalismo” è totalitario con un volto occasionalmente liberale.
Con l’approssimarsi del giorno delle
elezioni, la Clinton sarà salutata come il primo presidente femmina,
indipendentemente dai suoi crimini e dalle sue bugie, proprio come
Barack Obama era stato lodato come il primo presidente nero e i liberali
si erano digeriti la sua scempiata riguardo alla “speranza”. E la bava
continua.
Descritto dal giornalista del Guardian Owen Jones, come “divertente, affascinante, con una finesse che
manca praticamente a ogni altro politico”, Obama l’altro giorno ha
mandato droni a massacrare 150 persone in Somalia. Di solito uccide di
martedì, secondo il New York Times, quando gli passano la lista dei candidati alla morte per drone. Che finesse!
Nella campagna presidenziale del 2008
Hillary Clinton ha minacciato di “cancellare totalmente” l’Iran con armi
nucleari. Da Segretario di Stato sotto Obama ha partecipato al
rovesciamento del governo democratico dell’Honduras. Il suo contributo
alla distruzione della Libia nel 2011 è stato quasi gioioso. Quando il
leader libico, colonnello Gheddafi, è stato pubblicamente sodomizzato
con un coltello – un assassinio reso possibile dalla logistica
statunitense – ha gongolato per la sua morte: “E’ venuto, ha visto, è
morto”.
Una delle alleate più strette della
Clinton è Madeleine Albright, ex Segretario di Stato, che ha attaccato
giovani donne per il loro mancato sostegno a “Hillary”. E’ la stessa
Madeleine Albright che famigeratamente festeggiò in televisione la morte
di mezzo milione di bambini iracheni dicendo che ne era “valsa la
pena”.
Tra i maggiori sostenitori della Clinton
vi sono la lobby israeliana e le industrie delle armi che alimentano la
violenza in Medio Oriente. Lei e suo marito hanno ricevuto una fortuna
da Wall Street. E tuttavia sta per essere ordinata candidata delle
donne, per far fuori il malvagio Trump, il demone ufficiale. Le sue
sostenitrici includono eminenti femministe del calibro di Gloria Steinem
negli USA e Anne Summers in Australia.
Una generazione fa, un culto
post-moderno oggi noto come “politica identitaria” ha impedito a molte
persone intelligenti, di idee liberali di esaminare le cause e gli
individui che sostenevano: come l’impostura di Obama e Clinton; come
movimenti progressisti fasulli quali Syriza in Grecia, che ha tradito il
popolo di quel paese e si è alleato con i suoi nemici.
L’egocentrismo, una forma di “me-ismo”, è
divenuto il nuovo spirito dell’epoca in società occidentali
privilegiate e ha segnalato la caduta dei grandi movimenti collettivi
contro la guerra, le ingiustizia sociali, la disuguaglianza, il razzismo
e il sessismo.
Oggi il lungo sonno può essere
terminato. I giovani si stanno muovendo di nuovo. Gradualmente. Le
migliaia che in Gran Bretagna hanno sostenuto Jeremy Corbyn come leader
del Partito Laburista fanno parte di questo risveglio, così come quelli
che hanno manifestato a sostegno del senatore Bernie Sanders.
In Gran Bretagna la settimana scorsa il
più stretto alleato di Jeremy Corbyn, il suo tesoriere ombra John
McDonnell, ha impegnato un governo laburista a rimborsare i debiti delle
banche piratesche e, in effetti, a continuare la cosiddetta austerità.
Negli USA Bernie Sanders ha promesso di
appoggiare la Clinton se o quando sarà nominata. Anche lui ha votato a
favore dell’uso statunitense della violenza contro altri paesi quando
lui pensa sia “giusto”. Dice che Obama ha fatto “un grande lavoro”.
In Australia c’è una specie di politica
da obitorio, in cui si giocano sui media tediose partite parlamentari
mentre profughi e indigeni sono perseguitati e cresce la disuguaglianza,
accanto al pericolo di una guerra. Il governo di Malcom Turnbull ha
appena annunciato un cosiddetto bilancio della difesa da 195 miliardi di
dollari che è una spinta alla guerra. Non ci sono stati dibattiti.
Silenzio.
Che cosa è successo alla grande
tradizione di azione diretta popolare, libera dai partiti? Dove sono il
coraggio, l’immaginazione e l’impegno necessari per cominciare il lungo
viaggio verso un mondo migliore, giusto e pacifico? Dove sono i
dissidente nell’arte, nel cinema, nel teatro, nella letteratura?
Dove ci sono quelli che spezzeranno il silenzio? O stiamo aspettando che sia lanciato il primo missile nucleare?
Questa è una versione rivista di un
discorso di John Pilger all’Università di Sidney, intitolato ‘E’
cominciata una guerra nucleare’.
Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo
traduzione di Giuseppe Volpe
http://znetitaly.altervista.org/art/19647
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0http://znetitaly.altervista.org/art/19647
venerdì 8 aprile 2016
...la scuola
Io vorrei che la scuola fosse un luogo dove i bambini possano incontrarsi per giocare, perchè solo giocando si può imparare, ed essere stimolati a chiedersi com'è il mondo in cui vivono e come vorrebbero che fosse.
Dove ogni enunciazione contenesse la grazia e la modestia del "forse" (forse le cose stanno così, forse no...) che è il miglior terreno su cui sboccian le "domande", fiori fantastici, d'infinita e indicibile bellezza.
Ecco, vorrei che la scuola fosse il giardino delle domande, dove insieme ai bambini si cerchi il senso, il significato e la "vita" delle cose, piuttosto che la scatola migliore dove ficcarle e rificcarle.
Scatole mentali, cataloghi infiniti d'un mondo ormai finito, son gli stagni morti in cui lasciamo annegare le più nobili delle creature, un voto dopo l'altro, poiché imparino e accettino d'esser sempre giudicate, e ne gioiscan pure...
Dove ogni enunciazione contenesse la grazia e la modestia del "forse" (forse le cose stanno così, forse no...) che è il miglior terreno su cui sboccian le "domande", fiori fantastici, d'infinita e indicibile bellezza.
Ecco, vorrei che la scuola fosse il giardino delle domande, dove insieme ai bambini si cerchi il senso, il significato e la "vita" delle cose, piuttosto che la scatola migliore dove ficcarle e rificcarle.
Scatole mentali, cataloghi infiniti d'un mondo ormai finito, son gli stagni morti in cui lasciamo annegare le più nobili delle creature, un voto dopo l'altro, poiché imparino e accettino d'esser sempre giudicate, e ne gioiscan pure...
Mamma guarda ho preso 110 e lode!!! ...se tu sapessi quanto m'è costato!
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| immagine by http://comune-info.net/2016/04/senza-voto/ |
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