domenica 16 novembre 2014

qualcosa...


Qualcosa si cela
oltre il volto sicuro
dell'indifferenza.

Qualcosa si cela
oltre il silenzio
di tutto ciò che sfiora
i miei sensi,
le mie emozioni.

Presente illazione
alla più fredda illusione,
e il buio l'avvolge,
e qualcosa traspare.


lunedì 27 ottobre 2014

limiti


Non può conoscer, l'uomo,
ciò che non riesce a immaginare,
poiché ignaro è della spiaggia
l'occhio che non vede il mare.
E come all'onda che non s'alza
il cuor non riesce di cullare,
sul mondo invano l'uomo avanza
se non s'accorge... di sognare.



https://soundcloud.com/limiti

giovedì 16 ottobre 2014

della mucca o della lupa


Guarda guarda, senti senti, in un giorno uggioso come tanti, un famoso Grillo sempreverde e il fedele amico Cassiopeo, dopo anni di occultismo, o di "strategilluminato" oscurantismo, vengono a proporre tosto e fresco al saggio popolo italiano, un quesito senti senti molto strano:

d'abbandonar si chiede il seno
dell'avara mucca Europa,
per tornare a lacrimare pian
da vecchia mamma Lupa...

perché lo fanno?
Io non lo so, ma voglio fare l'ipotesi peggiore: essendo essi parte di un sistema malfamato, (come del resto tanti altri partiti o leader fantoccio in circolazione, anche se magari in maniera diversa e con altro ruolo) vogliono che gli italiani si diano da soli il definitivo colpo di scure.
Tanto lo sanno i nostri signori che gli italiani sono un branco di pecoroni disinformati, e che voteranno, per paura e per demenza, di restare all'ombra della mucca.
E anche se così non fosse, se votassero per uscirne, non arriverebbero comunque a capire che il problema non è il nome, bensì la semplice proprietà e natura della moneta, e quindi cadrebbero facilmente nella successiva trappola... qualunque essa sia.
E' evidente che per avere una speranza di felicità l'unica possibilità rimasta è uscire immediatamente da questa stretta mortale, ma non servirebbe assolutamente a nulla se a ciò non seguisse una moneta di proprietà del popolo!
La moneta deve essere solo un mezzo di scambio, non può avere un valore "in moneta" superiore al prezzo che costa produrla (e la moneta digitale non costa ormai praticamente niente) e non può appartenere a un privato che non dovrebbe neppure avere il compito di stamparla, e che per di più pretende anche assurdi e grotteschi interessi sul nulla!
Siamo al paradosso che l'intera società è ormai schiava dell'amministratore di una stampante virtuale!
Come al solito l'unico debito reale e tangibile è un debito culturale, anzi no, coscienziale!
Cosa vogliamo fare adesso?
Vogliamo calarci tutti nel triste campo da gioco per idioti che ci hanno accuratamente preparato, gli uni inneggiando alla morte per fame e gli altri reclamando la morte per sete, ognuno con le bandierine e gli slogan del proprio miserrimo partito o movimento?
Oppure vogliamo svegliarci, fare due più due e una volta tanto pretendere che faccia cinque? perché deve fare assolutamente cinque!

Che la mucca allatti i vitellini!
Che la lupa avvezzi i lupacchiotti!
Noi siamo uomini!

lunedì 13 ottobre 2014

ama...




Ama la terra
e scoprirai il cielo.
Ama il cielo
e scoprirai la terra.

domenica 5 ottobre 2014

bagliori nascenti... "al mio amico Philip"


"Se vi pare che questo mondo sia brutto, dovreste vederne qualche altro..." scriveva il mio vecchio amico Philip.
Non so perché ma sta sera il mio pensiero va a lui.

Ciao Philip!
Io t'immagino oltre questi grigi orizzonti,
nella timida aurora d'un antico presente.
E sento il fragore del rullo che scorre,
il nastro che trema al cospetto del segno
che avanza, e la lettera impassibile e fiera
che affonda impietosa e lo schiaccia...
E cercando una storia nell'assurdo che incalza
io m'accorgo che a ogn'ora il presente,
con eterna costanza, produce la stessa
impalpabile, sterile e inutil sostanza:
"che tutto normal sembra all'uomo che affonda,
se s'affonda in un mar che sul cuor non ha sponda
".
E sui simboli tristi dei templi moderni,
e sui quadri mai sbiechi d'un mondo che gronda,
io sento il tuo cuore che affonda, proprio ora,
nei bagliori nascenti d'una timida aurora...

giovedì 18 settembre 2014

orizzonti sospesi


Dovrà morire ogni speranza!
Vuoi o non vuoi, anche il più ricco
dei giardini dovrà ceder' all'istanza no?
'che il deserto immoto, invero avanza.

Già una foglia abbraccia il vento e danza...

Dovran rinascer fiori prima o poi.
Finanche nel più arido dei cuori,
una goccia ch'è una goccia
pur dal cielo dovrà scender no?

...che una rondine sul mar, tosto s'avanza.



https://soundcloud.com/orizzonti-sospesi

lunedì 15 settembre 2014

una triste storia...


Il re è nudo!

...ma il popolo
è attratto e confuso
dai sorrisi sgargianti
e i vezzi opulenti
dei cortigiani.

Un bambino ha parlato.

Il papà l'ha sgridato...

venerdì 12 settembre 2014

ogni uomo


Ogni uomo ha il paradiso
nel profondo del suo cuore.
In ogni uomo il paradiso
è storia in cerca d'un autore.



sabato 6 settembre 2014

manifesto poetico della società imperfetta


Tu, società imperfetta, non sei che un sogno,
un sogno avvolto da nubi e soffocato da nebbie,
un sogno dimenticato fra i mille sogni persi
o ancor sognati d'un sognator distratto.

Ma io volli sognarti ancora amica mia,
e renderti l'onor che un tempo
uomini dal cuor più lieve ti rendevan,
...pria che li soffiasse il vento.

Per far questo lontan dovetti andare,
lontano dai tuoi porti festosi,
dalle tue piazze brulicanti di colori,
dalle strade di canti, musica
e parol' fresche grondanti,
e dai sorrisi trasparenti
come rondini dall'ali d'aria chiara,
come delfini d'ombra d'orizzonte,
unicorni di gentil rugiada.

Un cavalier mi disse un giorno
d'esser stato in una terra
vuota come un masso grigio,
arida come un cielo di gabbiani urlanti,
triste come un sorriso di serpente
alla sua coda avvinto,
e da quella terra mi contò
d'averti infin sognata, chiara
come l'occhio del giaguaro
nella notte scura.

In quella notte ancor io vago,
e cerco e scrivo, e a quel sogno schivo
il cuore accosto e mi rammento
d'esser stato un tempo franco dall'incanto
che perfetto stringe il mondo intero.

Ogni cosa qui s'incastra e ruota
al gir dell'acqua cheta,
e come un mulin che mai s'acquieta,
mentre gira e gira e ruota
nel Lete mota e immota annega.

Dimenticar dovetti allora,
e con me doveron tutti,
com'ogni solco che compar fugace,
e poi scompare in quei gran flutti.

E se ora vedo solo l'ombra d'un baglior nascente,
nella notte scura volentier m'annego amica mia,
e sogno l'occhi d'un giaguar ruggente,
e aspetto il vento, e che non sia clemente!




sognando la società imperfetta

mercoledì 3 settembre 2014

l'uomo patrimonio dell'umanità



E' paradossale che l'uomo, dopo aver creato una cosa chiamata U.N.E.S.C.O. e aver deciso ch'essa valuti e sigilli l'importanza d'ogni cosa, fuorchè essa stessa fra le cose, chieda a questa cosa di dichiarare l'uomo patrimonio dell'umanità, ovvero patrimonio di quella cosa ch'è sostanza del cuor dell'uomo. 

Qualcosa dovrebbe quindi asserire che l'uomo è patrimonio del suo cuore... ma l'uomo è il suo cuore! ...o l'uomo non è uomo!

venerdì 29 agosto 2014

il fil dell'aquilone


Nel mondo c'è chi urla
e chi in silenzi oscur si burla,
c'è chi dorme fra le righe
e chi dondola nell'aria
come i chicchi sulle spighe,
c'è chi intona una canzone
e chi perso fra le note
cerca il fil dell'aquilone...

https://soundcloud.com/il-fil-dellaquilone 

sabato 23 agosto 2014

il giardino dei sogni


Ed Io volle creare i fiori,
e poiché crescesser,
sbocciasser e stesser ben saldi, 
ai loro piedi la terra tenace incastrò. 

Quella terra io chiamo realtà, 

ch'ogni sogno che da essa protende
è fior che si streccia e s'innalza 
e poi candido sboccia 
nel giardin delle mille beltà.

martedì 19 agosto 2014

piume d'aquila


Dimmi Ricordo,
dimmi dove
o mite Ricordo
l'aquila ardita
incontra e s'accorge
dell'aquila amica, 
e unite s'avvingon
nel gioco dell'arie 
e sconfiggon le storie 
che nascon e passan 
e tornan finite...
Dimmi dove o Ricordo,
dimmi dove il tuo 
inverno è più mite.

domenica 10 agosto 2014

i migliori e i peggiori


Voglio dedicare queste quattro parole a tutti coloro che si sentono migliori degli altri, e nondimeno a tutti coloro che si senton peggiori.
Già perché, per quanto appaian lontani, non c'è una fondamentale differenza tra i due stati d'animo.
Esser migliori o peggiori è possibile solo in funzione di obbiettivi contrastanti e dell'ambizione che spinge a concorrere per ottenerli, insomma bisogna prima mettersi d'accordo sul gioco al quale si vuole giocare.
Che gioco è allora la vita?
È evidente che chi pensa d'esser migliore di altri valuta se stesso e gli altri in funzione di una sua personale interpretazione del mondo, o al limite con l'interpretazione personale di chi manifesta di ritenersi peggiore di lui.
Chi crede d'esser peggiore poi fa esattamente la stessa cosa, riducendo e giudicando la propria esistenza e quella degli altri all'interno di binari ben precisi.
Ma chi può dire e vantar di sapere su quali precisi binari scorra il treno dell'esistenza?
Per giudicare due oggetti l'uno in funzione dell'altro v'è un presupposto fondamentale: essi devono necessariamente avere qualcosa in comune, altrimenti non è possibile alcun confronto, e che cosa accomuna profondamente gli uomini se non quello spazio, più o meno vuoto o vagamente pieno, nel capitolo che narra il senso della propria esistenza?
In cosa allora un uomo è migliore d'un altro? 
E chi soprattutto, intrapresa questa "ricerca", direbbe mai d'esser migliore o peggiore d'un altro?
Ognuno ha la sua strada davanti a se e ognuno potrà osservare se stesso e chiedersi se, e come l'abbia o meno percorsa.
Forse l'unica sostanziale e significativa differenza apprezzabile tra uomo e uomo è quella che divide ed unisce al contempo, come un fiume che scorre tra due sponde che mai si toccheranno ma che sempre dovranno al fiume la loro esistenza, l'uomo che "cerca" la propria strada e l'uomo che "crede" d'averla trovata, l'uomo che coltiva il giudizio e l'uomo che giudica. Forse...



venerdì 8 agosto 2014

la dea Ignoranza


L'ignoranza è un bene di lusso, forse in assoluto il più costoso e lo paghiamo tutti i giorni, in tanti modi, finanche con la salute e con la serenità.
Essa, l'Ignoranza, è la più misconosciuta e "ignorata" delle dee, ma è anche quella che riceve in assoluto più sacrifici al mondo. 
Pur di restare ignoranti gli uomini farebbero davvero di tutto, e lo fanno, ogni giorno, in ogni momento, delegando ogni cosa della loro vita a qualcuno che abbia cuore di occuparsene, o dica di averne.
Dovessero pagare una tassa sull'ignoranza gli uomini la pagherebbero, senza alcun problema, senza chiedersi minimamente neppure cosa sia poi questa ignoranza che qualcuno chiede loro di lustrare tanto...

...qualcuno che forse, chiedendoglielo, spera inconsciamente che gli uomini alla fine si accorgano del triste destino che si stanno costruendo e che lo liberino, finalmente, dal peso d'esser custode d'un orizzonte troppo vasto perché lui possa, da solo, colmarlo col suo tristo cuore. Chissà.

martedì 29 luglio 2014

sulla spiaggia


Perché decidere di abbandonare il mare?
Quante volte mi son posto questa domanda! e forse qualche risposta l'ho anche trovata, ma non è questo che mi chiedo oggi.
Ho visto tanti uomini sulla spiaggia, forse tutti, trascinare in mare quegli esseri in cerca d'un ultimo porto, per riaffidarli all'onda madre che più non culla i loro cuori... perché?
Avremmo forse fatto tutti la stessa cosa?
Allora che differenza c'è tra un uomo che inquina, distrugge, che delega ogni responsabilità ad altri e che nessun problema si pone che non varchi il confine dell'interesse personale, e un uomo che sente l'indiscussa necessità di restituire alla vita un essere che da essa misteriosamente fugge?
C'è ancora qualcosa che dimora negli oscuri e dimenticati spazi del cuore degli uomini?
O c'è qualcosa che l'uomo non vuol proprio vedere e spera che il mare, coi suoi flutti instancabili e i suoi silenzi ignoti, continui a nascondergli?...

martedì 15 luglio 2014

divini accordi


Porterò acqua alle sorgenti,
e alle spighe ancor mature 
donerò le lor sementi.

Al giovin vento darò voce,
e al sol che non s'arrende
all'oscurar, darò la luce.

Sarò roccia per i monti,
e il tremito d'un bacio 
sulla bocca degli amanti,

e ai fior mille colori
e a primavera che ritorna
darò mille e mille fiori...

Ma tu cercami ti prego,
e se l'occhio tuo non vede,
se non s'anima una voce

e non s' accorda il cuor 
e cede, tu a quel mar
che un porto mai concede

pur perdona il fatal gioco,
'sì che l'onda, che squassando
in sul tuo petto al ciel protende,

l'orlo varchi d'una spiaggia
donde scenda goccia a goccia,
il ciel mirando l'occhio, e veda...

come al cuor l'alma s'accosti,
'sì come l'onda in seno al mar,
colma d'amor, dolce ritorni.

mercoledì 9 luglio 2014

ode alla libertà


Quando l'incontrai sulla perduta strada,
divinamente bella sopra una roccia stava.
Un'onda il cuor presto m'avvolse e strinse, 
ed ogni forma amor, nell'occhio mio dipinse.
Mirando il suo ridente viso 
e il ciel specchiando in sul suo bel sorriso, 
pria che quella empisse d'aria i vasi, 
Sei tu libera? le chiesi.

Lei mi guardò, e fu come se m'empisse.
"Libera è la goccia di restare in ciel? mi disse.
E l'aria avvinta ad una scorza dura?
o lo è forse l'onda di squassar le mura?
E nel ciel, corre a suo voler la luna?
O il sol' immenso a ogn'or che passa
impune empassa o inverte il senso?
E la mela? vola forse libera per l'arie?
La tua franca man, dond'ella coglie?
E l'uom' che a quella il suo desir rivolge
da qual fonte "libera", il desir raccoglie?
Libero è l'assassin' col suo coltello in mano?
o è libero il coltello di colpire invano?
E colui che "in preda" all'ira 
al suo nemico odiato rende il torto?
O forse è franco il morto, dal dolor' che infin 
del suo cammino in cuore ha accolto?."

Io non so, le dissi, cosa avvinga e cosa sciolga,
né in qual sorgente il cuor che cerca, amor raccolga.
Ma so che t'amo libertà, più d'ogni cosa t'amo,
e non m'importa né chi tu sia o da dove venga,
né se l 'amor convenga al cuor che cerca invano.
E se già or' non più ti vedo, 
se la mia strada è ormai perduta,
perdutamente allor', poiché il mio cuor 
null'altro può che amar, ...io t'amo.